Grassi a tavola e diabete, legati dal DNA
7 Novembre 2011
Particolari conformazioni del DNA fanno da tramite tra una dieta ricca di grassi e la manifestazione del diabete di tipo 2.
A spiegarlo, una ricerca del Garvan Institute of Medical Research, diretta dai dottori Mia Åkerfeldt e Ross Laybutt e pubblicata su “Diabetes”.
Gli studiosi sono partiti dall’esame sulle cellule beta del pancreas, la fabbrica d’insulina del corpo umano. Tramite test su cavie animali e cellule di laboratorio, la squadra del Garvan
Institute ha indagato il rapporto tra le cellule in questione ed il DNA.
Si è così evidenziato il ruolo del gene Id1. Secondo Åkerfeldt e colleghi, Id1 è alla testa di un gruppo di geni che impediscono alle cellule beta di produrre
insulina. Riassume così il dottor Laybutt: ” Abbiamo osservato che Id1 è la connessione molecolare tra i fattori ambientali, come una dieta ricca di grassi e il malfunzionamento
delle cellule beta. Non solo la presenza di Id1 sembra promuovere i cambiamenti di espressione degli altri geni che si realizzano nelle cellule beta non funzionanti, ma la sua assenza protegge
completamente queste cellule”.
Tuttavia, gli esperti offrono potenziali buone notizie. Secondo studi precedenti, Id1 è alleato dei tumori, da controllare tramite farmaci inibitori. Nel caso allora gli inibitori
dovessero mostrarsi sicuri ed efficaci, tali farmaci potrebbero entrare nelle terapie anti-diabete.
FONTE: Mia C. Åkerfeldt and D. Ross Laybutt, “Inhibition of Id1 Augments Insulin Secretion and Protects Against High-Fat Diet-Induced Glucose Intolerance”, Diabetes October 2011
60:2506-2514; doi:10.2337/db11-0083
Matteo Clerici
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