GLI ECO-SCHEMI PAC DAL 1° GENNAIO 2023 – “solo” 3,56 miliardi di euro all’Italia
3 Marzo 2021
GLI ECOSCHEMI PAC DAL 1° GENNAIO 2023
PAC Europea. Proposte periodo 2023-2027. “solo” 3,56 miliardi di euro all’Italia. Spuntano gli Eco-Schemi
Accorpamento regimi aiuti e pagamenti possono essere una discrezionalità delle Regioni Europee
L’Italia agricola si compone di 9,523 milioni di ettari (peccato, un dato ancora dell’anno 2017) come superficie utile agraria. L’Europa assegna una Pac Italia per gli anni 2023-2027 pari a 3,65 miliardi di euro (per circa 1 miliardo inferiore rispetto al mandato precedente di 7 anni), di cui circa il 50% dell’importo massimo è destinato a priori al reddito base per le misure di sostenibilità. La flat rate che salta fuori teoricamente (la media) è di circa 200 euro all’ettaro.
Il restante fondo disponibile è così diviso: il 25% va alla novità indicata come Eco-Schemi, mentre solo un 4% sembra destinato al sostegno al reddito delle imprese dei giovani agricoltori, cui dovrebbe guardare in modo diretto e principale la New Generation UE.
A me pare molto poco rispetto al più generico sostegno diretto al reddito. La sensazione generale è più quella di vedere una Pac 2023-2027 già inserita nel vecchio Patto di Stabilità, piuttosto che in un Recovery Fund della sostenibilità, sussidiarietà, solidarietà come decantato dalla Commissione UE.
Certo, questi sono i fondi ricavati dal bilancio ordinario pluriennale riferito a 5 anni invece di 7, quindi non derivanti dall’autofinanziamento sul mercato. In sintesi il Pagamento Base ha un impegno di spesa più alto perché assomma anche i fondi greening; stabile il pagamento accoppiato; a seguire il sostegno al reddito per le piccole aziende ma mancano tutti i dettagli della reale ridistribuzione come e a chi.
La novità degli Eco-Schemi, suddivisione e adattabilità nelle Regioni Europee e Italiane
Da un prima lettura dei vari testi PAC, non figura nessuna percentuale destinata al capitolo degli aiuti forfettari per i piccoli agricoltori e non si ha nessuna notizia di come sono o saranno individuati e definiti. La vera novità è data dai Pagamenti o Regimi Di Clima e Ambiente, i cosidetti Eco-Schemi, con una dotazione globale di 880 milioni di euro in 5 anni.
Resta da definire se è possibile, e quanto, formare alcuni piani progettuali per l’Italia, e quindi attraverso i PSR regionali o interegionali (altro tema su cui abbiamo fatto proposte), unendo i pagamenti, aiuti di sostegno al reddito e i regimi che interessano in primis le aziende agricole, quelle piccole in primis, guidate da giovani agricoltori con già una quota greening consolidata rispettosi degli Eco-Schemi in aree interne difficili e svantaggiate. Quello che ci si chiede è che le Regioni Europee tutte abbiano un maggiore margine discrezionale se non sugli importi e le percentuali dei diversi paramenti, almeno sulle scelte delle priorità di impresa, di destinazione geografica, di oggetto produttivo.
Anche su questo abbiamo fatto una proposta.
Gli Eco-Schemi sono dei sostegni Pac che gli Stati devono obbligatoriamente destinare alle imprese agricole che attuano dei regimi volontari per il clima e per l’ambiente. I sostegni economici degli Eco-Schemi saranno concessi come pagamenti annuali per ettari ammissibili, sotto due possibili forme: pagamenti aggiuntivi al sostegno di base al reddito; pagamenti totalmente o parzialmente compensativi dei costi supplementari sostenuti e del mancato guadagno.
E’ certo che tocca al Ministro della Agricoltura italiano dover regolamentare i percorsi dedicati e gli aspetti applicativi in cui i fondi destinati agli Eco-Schemi verranno spesi nell’ambito di 4 capitoli già definiti:
1. agroforestazione;
2. agroecologia;
3. Agricoltura di precisione;
4. Sequestro del carbonio.
Come si vede sono indirizzi molto stretti oppure molto ampi, ma non c’è divieto di abbinare piani che unificano gli aspetti agro-foresta-boschi-idrico-ecologico. Quindi un mega-capitolo molto utile nelle “terre vulnerabili sensibili difficili” esistenti in Italia e #abbisognose di interventi integrati, collettivi, ampi, antropologici ed ecoambientali di tutela e regimazione.
Questo è un capitolo che tutte le Regioni Italiane dovranno ascrivere come primario fra il 2023 e il 2027. Forse meno fondi diretti al reddito di imprese fortemente intensive e un po’ più attenzione alle imprese piccole estensive con produzioni di alto valore aggiunto per il territorio produttivo più che per l’impresa singola. Su questo ci batteremo!
Esempio di Eco-Schema per azienda agricola piccola condotta da giovane in area difficile distretto produttivo
Entriamo nella concretezza eventuale della programmazione e pianificazione di alcuni interventi Eco-Schema Tipo che portano più aiuti e benefici agli agricoltori.
Facciamo un esempio di una azienda agricola sull’appennino della Emilia Romagna, a vocazione viticola e piccolo allevamento animale, che intende ottenere i pagamenti del regime clima-ambiente.
Sono 7 le tecniche-agronomiche che può mettere in pratica:
1. uso della coltivazione biologica in campo;
2. sostenibilità e salvaguardia della fertilità del suolo seguendo un processo diversificato di rotazione di culture annuali e coltivazione parziale/settoriale di essenze come legumi, erba medica, trifoglio… cioè piante azotofissatrici;
3. impiego dell’azoto a lunga durata e uso di presidi sanitari di origine fitogenetica e derivanti da sostanze naturali come aceto e totale abbandono di fertilizzanti chimici…;
4. Individuare aree permanenti dedicate agli elementi e fattori del paesaggio compreso coltivazione di piante di arredo e consentire sentieri e cammini curati;
5. Introduzione di vecchi modelli di lavorazione del terreno a maggese favorendo la presenza e lo sviluppo di impollinatori naturali e la presenza di essenze animali naturali autoctone ;
6. limitazione dei pascoli intensi nelle aree più vulnerabili e a rischio stabilità del suolo e sensibili a effetti idrici nel suolo e soprasuolo;
7. incentivare tutte le possibili coltivazioni a fasce marginali e coltivazioni con forte incidenza erbosa sul suolo ad elevata e incremento della biodiversità aumentando il numero di essenze produttive e coltivate su una stessa unità di superficie.
Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
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