COMMISSIONE UE – Dal produttore al consumatore: consultazione su sicurezza alimentari in tempi di crisi

COMMISSIONE UE – Dal produttore al consumatore: consultazione su sicurezza alimentari in tempi di crisi
COMMISSIONE UE – Dal produttore al consumatore: consultazione su sicurezza alimentari in tempi di crisi articolo breve
2 marzo 2021

Testo di Nico Da Comolonia

 
Consultazione europea su cibo sicuro … e non solo in tempo di Covid ma in previsione di eventuali emergenze. Strategia di Continuità e non di Emergenza. Gli Stati UE invitati a rispondere entro il 26 aprile 2021 in linea Green Deal  
La agricoltura è sempre stato il settore primario finchè la rivoluzione industriale non ha ribaltato gli ordini di importanza. Non vuol dire che si è perso tutto. Non vuol dire che non si possa rivedere e rimodulare tutto. Lo sviluppo sociale economico e la crescita diffusa in Europa e sul pianeta sono stati possibile grazie al manifatturiero industriale e ai servizi.
Oggi, con la pandemia, occorre che tutti i Paesi riflettano, almeno riflettano. Il primo punto certo è che calmierato e controllato (non eliminato del tutto) il Covid19 e che i segnali e lo strascico degli effetti diretti e indiretti della crisi economica del 2009 e del 2012 non si potrà tornare ai numeri e agli incrementi di 10-12 anni fa. Serve una nuova visione strategica-politica-sociale-civile.
Un recupero di certi valori e impegni dei nostri nonni o bisnonni non guasterebbe, tenendo validissime tutte le tecnologie acquisite, ma con la consapevolezza diffusa (intendo i ricchi o super ricchi e le grandi case del Web e dall’altra parte i Paesi e i cittadini più deboli) che va trovato un nuovo equilibrio do-ut-des e di perequazione dei redditi, cambio di destinazione delle rendite, anche tassazioni più proporzionali, anche una condivisione di beni, anche una educazione sociale alimentare ambientale totalmente diversa. La pandemia ci ha fatto anche solo capire quanto la scuola-istruzione, la sola circolazione (di persone e di cose) sia fondamentale per la vita in sicurezza e in fiducia di tutti.        

Ha ragione la Commissione Europea quando dice che la libera circolazione delle merci e delle persone sono libertà fondamentali sancite dai trattati, ma nello stesso tempo un “cuscinetto” di guida e di spazi controllati può essere un supporto fondamentale, non solo per le diffusioni virali pe per consentire un plafond di economia. Altrimenti il rischio è una sussistenza perenna per molte fasce della popolazione.
Il blocco indistinto del flusso di merci, specie alimentari agricole, si sarebbero aggravate le condizioni di vita e di salute di molti europei già castigati. Da rispettare la tutela nazionale, ma forse proprio la pandemia Covid 19 potrebbe far aprire gli occhi a molti capi di governi, molti economisti, molti sociologi.
La questione “camionisti” è solo uno dei tanti aspetti pratici connessi anche ad un nuovo sistema di infrastrutture dei trasporti per esempio su rotaia, via mare se ci sono condizioni e meno aerei e meno gomma. Da qui la nuova visione di “riduzione” dei servizi inquinanti o cattivi verso un modello di “crediti buoni e di recupero delle risorse migliori” senza sfruttamento.   
La Commissione Europea ha avviato una consultazione su come garantire una disponibilità e approvvigionamento di cibo sano e sicuro in tempo di crisi. Per me vale il discorso precedente: “ dobbiamo andare tutti oltre fatti e scelte contingenti dettati dalla pandemia virale ed economica insieme”. Non è solo una questione di salute pubblica e privata, seppur al primo posto. Anche la “certezza alimentare” è e sarà sempre più aspetto fondamentale.
Ben venga la consultazione UE, ma occorre – come abbiamo già scritto da anni – una visione unitaria europea sul rapporto produttore-consumatore, suolo-fertilità, sanità-alimentare, nutrizione-salute, cibo certo-sicuro per tutti. Ma la terra non va sfruttata. Occorre un nuovo incrocio-binomio fra agricoltura estensiva e intensiva con misure sostenibili, sussidiarie e azioni diversificate.
La filiera alimentare deve essere protagonista della svolta obbligata e non rimandabile. Entro il 26 aprile 2021 tutti gli Stati Europei devono esprimere un parere: mi auguro e spero che non sia una risposta in politichese e una insignificante lenzuolata teorica di belle e saggie parole. Spero in fatti e regole certe, in una strategia condivisa senza i soliti distinguo pro est o pro ovest, nord contro sud.
Oggi il vero Patto di Stabilità in UE è su queste cose: la vita e lo stile di vita di tutti gli europei insieme condividendo anche strategie dall’alimentazione, cibo conservato, giustizia, fiscalità, difesa, salute … ma fatte bene e non tutto burocratizzato per paura che un Paese abbia di più di un altro. Più che un Piano di Emergenza spero che esca un Piano di Continuità in totale sintonia con il Green Deal… il Green Pass… il Green Generation, ma ben oltre ai dati statistici e alle parole. Alcuni di noi economisti liberal-sociali abbiamo già offerto proposte reali.       

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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