Gli amanti del fast food non smettono neanche dopo un infarto
23 Febbraio 2011
L’esperienza non sembra insegna. Anche dopo aver subito un infarto, molti amanti del fast food non riescono a dire basta a carne rossa, patatine e salse potenti. Con le inevitabili conseguenze.
Queste le informazioni di una ricerca della Kansas University, diretta dal dottor John Spertus e pubblicata sul “American Journal of Cardiology”.
Gli esperti del Kansas hanno lavorato con 2500 volontari, tutti colpiti da attacco di cuore. In base alla informazioni, tutti loro erano appassionati del fast food, con il 36% che mangiava nei
locali dedicati almeno una volta a settimana. Dopo l’infarto, quasi tutti hanno cercato di cambiare dieta, mangiando in maniera più salutare per almeno 6 mesi.
Tuttavia, il cambiamento non ha sempre vita lunga. Come spiega il dottore, “I pazienti giovani, gli uomini, i lavoratori e quelli con meno ‘educazione alimentare” ignoravano i consigli del
medico curante e tornavano alle vecchie abitudini: fast food almeno una volta a settimana.
Nella lista dei buoni spiccavano gli anziani e chi aveva un bypass, più propensi alla moderazione a tavola, limitando lo junk food.
In generale, concludono gli autori, il 90% dei volontari aveva ricevuto consigli sulla dieta prima della dimissione dalla struttura, ma “Le probabilità che i consumatori di fast food
migliorino il loro regime alimentare sono basse. Il problema è che i pazienti ricevono troppe informazioni quando hanno l’infarto, che poi non hanno il tempo di assorbire o dimenticano”.
FONTE: Adam C. Salisbury, Paul S. Chan, Kensey L. Gosch, Donna M. Buchanan, “Patterns and Predictors of Fast Food Consumption After Acute Myocardial Infarction”, American Journal of
Cardiology, 09 February 2011, doi:10.1016/j.amjcard.2010.12.005
Matteo Clerici
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