La guerra civile alimentare americana

La guerra civile alimentare americana

Un fantasma si aggira per gli USA, anzi due.

Già, perché gli States sono divisi tra due tendenze alimentari, con la vecchia moda che deve fare i conti con la nuova tendenza.

La sfidante è l’alimentazione sana. Tra i suoi campioni, la First Lady Michelle Obama, per cui esercizio fisico e dieta equilibrata sono le mosse vincenti per combattere obesità e
malattie collegate. A fianco della donna, una nutrita schiera di amministratori pubblici, preoccupati di tagliare le spese della sanità, e anche qualche colosso del cibo.

Amministratori come quelli di Los Angeles, che ha deciso di contrastare l’apertura di nuovi fast food nell’area meridionale della città. Quindi no ai centri di cibi spazzatura, ma si
(con agevolazioni) a ristoranti e negozi di alimentari che offrono scelte salutari.

O come quelli di Philadelphia e Detroit, sostenuti dal Physicians Committee for Responsible Medicine, in azione per imporre nel loro territorio norme simili a quelle della Città degli
Angeli.

Tra i colossi, merita una citazione Walmart, principe della distribuzione dei prodotti alimentari. Walmart ha messo in piedi una strategia di 5 anni per ridurre sale, grassi e zuccheri e
rendere più appetibili frutta e verdura tramite prezzi più bassi.

Ma la vecchia regina non vuole cedere la corona. Ed a regnare è ancora l’alimentazione da fast food, dei soft drink pieni di zucchero e degli alimenti veloci da mangiare, sempre
più grandi, sempre più ricchi.

I sostenitori fanno propria la filosofia di Jim Skinner CEO di McDonald’s, che afferma: “Noi vendiamo scelte, sui menu, grazie alle quali i nostri consumatori possono meglio decidere il loro
stile di vita”. Insomma, mangiare hot dog e bere bibite come segno di democrazia alimentare.

E proprio in nome di tale democrazia (o forse solo dei guadagni) che Gizmodo mette in tavola “Il defibrillatore”, tazza di caffè da un litro. Non da meno Starbucks, creatrice della
super-tazza “Trenta”: i suoi 916 ml battono la capacità media dello stomaco umano, 900 ml.

O come la stessa McDonald’s, i cui menu contengono prodotti XXL.

Ad oggi la guerra civile alimentare degli USA è iniziata, ma non si vede un chiaro vincitore. Perchè, al di là dei provvedimenti pubblici o delle offerte delle aziende, a
decidere saranno i cittadini, ad oggi non totalmente schierate.

Matteo Clerici

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