Gli junk food portano alla depressione

Gli junk food portano alla depressione

Se assunti in eccesso, gli junk food agiscono da coltelli a doppia lama. Da un lato, danneggiano il corpo, causando malattie cardiovascolari, arteriosclerosi e colesterolo. Dall’altro,
intaccano la psiche, favorendo la comparsa di depressione.

Questo il responso di una ricerca dell’Università di Las Palmas, di Gran Canaria, e dell’Università di Navarra (entrambe in Spagna), dirette dalla professoressa Almudena
Sánchez-Villegas e dal dottor Miguel Ángel Martínez-González e pubblicata su “PloS ONE”.

Gli esperti delle due università iberiche hanno selezionato 1.2509 volontari, nessuno dei quali con una diagnosi di depressione. I soggetti sono stati seguiti per 6 anni, in cui sono
stati annotati stili di vita, abitudini alimentari e malattie insorte. Alla fine dell’osservazione sono stati diagnosticati 657 casi di depressione. Il team di Sánchez-Villegas e
Martínez-González ha così sezionato in dettaglio le vicende dei malati.

L’azione ha mostrato una stretta connessione tra i grassi trans, appunto abbondanti negli junk food, ed il disagio mentale. Inoltre, spiega Sánchez-Villegas, “L’effetto nocivo sui
volontari si è rivelato tanto maggiore quanti più erano i grassi trans consumati”.

Tuttavia, il cibo può essere anche alleato della psicologia. Indagando sulla relazione tra depressione e consumo di olio d’oliva e grassi polinsaturi, gli esperti hanno valutato “Che
questo tipo di grassi sani, insieme all’olio di oliva, sono associati a un minor rischio di sviluppo della depressione”.

FONTE: Almudena Sánchez-Villegas, Lisa Verberne, Jokin De Irala, Miguel Ruíz-Canela, Estefanía Toledo, Lluis Serra-Majem, Miguel Angel
Martínez-González, “Dietary Fat Intake and the Risk of Depression: The SUN Project”, PLoS ONE: Research Article, published 26 Jan 2011 10.1371/journal.pone.0016268

Matteo Clerici

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