Gestione avanzata del sistema dei rifiuti e semplificazione impiantistica a Terni

Superamento dell’inceneritore, ricorso a nuove tecnologie, aumento della raccolta differenziata, diminuzione dei rifiuti sanitari e autosufficienza degli ambiti, il concetto di
prossimità deve essere un principio politico-programmatico.

(PTN/MC) – TERNI – Il Consiglio provinciale di Terni ha approvato ieri con 17 voti favorevoli della maggioranza e un astenuto (Leo Venturi – Misto – SD, la minoranza non era presente alla
votazione) l’atto d’indirizzo sul sistema dei rifiuti presentato dal Presidente della Provincia, Andrea Cavicchioli, a fronte del lavoro svolto dalla Giunta e dai Gruppi di maggioranza.
Nell’atto, illustrato dopo il ritiro della mozione inizialmente presentata dal Gruppo Misto-SD, dal PDCI e dal PRC, si giudicano positivamente le azioni della Provincia “che – si afferma
nel testo – devono trovare collocazione nel piano provinciale per l’ambiente che, sulla base del bilancio ecologico territoriale, prevede il principio della compensazione ambientale e la
necessità di migliorare complessivamente la situazione della Conca ternana”.
In questo contesto è stato giudicato fortemente positivo l’avvio del confronto con TK-Ast per le
iniziative organiche inerenti alle aziende del gruppo su tutta la materia ambientale, tenendo anche conto che analogo percorso verrà posto in essere anche per il polo chimico e per gli
altri insediamenti industriali più rilevanti, all’interno del piano di risanamento della Conca ternana. Nell’atto si ribadisce la necessità di “confermare il concetto di
prossimità come principio politico-programmatorio da applicare quale indirizzo per lo smaltimento dei rifiuti speciali, unitamente alla specializzazione degli impianti e
all’autosufficienza degli ambiti”.
Condivisa è stata anche la direttiva che riduce a 800 tonnellate annue la possibilità di termovalorizzazione di rifiuti sanitari all’Asm,
tenendo conto dei fabbisogni delle strutture sanitarie provinciali ed umbre. Si procederà inoltre all’ulteriore caratterizzazione degli inquinanti, soprattutto Pm 10 e Pm 2,5, iniziando
dalla IV° Circoscrizione, e alla pubblicazione delle indagini svolte dall’Osservatorio sulla salute e l’ambiente con la convocazione della conferenza provinciale ambiente-salute. Nell’atto
il Consiglio provinciale sollecita poi “un rapido percorso per il nuovo piano regionale dei rifiuti che, a partire dal concetto dell’autosufficienza degli ambiti e dall’impianto unico per il
ternano, costruisca un sistema di smaltimento innovativo e ancor più ambientalmente compatibile con soluzioni tecnologiche avanzate da parte dell’Asm e alternative anche alla
termovalorizzazione, escludendo il revamping dell’attuale impianto e tenendo conto delle linee guida del Ministero dell’Ambiente in materia di ottimizzazione del ciclo dei rifiuti. La riduzione
di produzione dei rifiuti, l’incremento della raccolta differenziata, anche domiciliare, con politiche di incentivazione, costituiscono
– secondo il Consiglio provinciale – elementi
ineludibili. Fermo restando che l’Asm rappresenta un patrimonio pubblico da valorizzare per l’intera comunità provinciale
– afferma l’Assemblea elettiva di Palazzo Bazzani –
questi processi dovranno armonizzarsi con la futura Multiutility”. Il Consiglio provinciale ha ravvisato inoltre la necessità di porre in essere azioni coordinate e concordate tra i
vari soggetti per la traduzione operativa del principio di prossimità sotto il profilo politico e programmatico e per i controlli, tenendo conto che per quanto riguarda la
quantità di rifiuti speciali da conferire alla discarica di Orvieto, si fa riferimento al piano dei rifiuti”.
Il Presidente e la Giunta provinciale si sono impegnate ad attivare un
confronto serrato su queste tematiche e a convocare un apposita seduta del Consiglio alla presenza anche della Regione. Il Consiglio di Palazzo Bazzani ha dato mandato a Cavicchioli e
all’Assessore all’Ambiente, Fabio Paparelli, ad aprire un confronto politico con l’Ato dei rifiuti per approfondire le questioni relative alla convenzione con il gestore e al piano tariffario,
anche sulla base del nuovo quadro complessivo che sta emergendo.

Nel corso della seduta di ieri il Consiglio ha respinto con 18 voti contrari la mozione della minoranza ed ha bocciato con 16 voti contrari, un astenuto (Roberto Battistoni del PRC) e un
favorevole (il proponente) quella di Leo Venturi, entrambi gli atti erano incentrati sulla richiesta di ritiro della delibera della Regione Umbria.

Il centrodestra, in segno di protesta per il prolungarsi dei lavori e delle sospensioni degli stessi chieste dalla maggioranza, ha abbandonato l’aula prima dell’inizio degli iter di votazione
delle mozioni e dell’atto d’indirizzo. “L’atteggiamento del centrosinistra è contraddittorio – ha dichiarato a margine del dibattito Gabriella Caronna (Capogruppo FI) –
stupisce in particolare quello di Rifondazione che si è rimangiata tutto quello che aveva proposto nei giorni scorsi”.

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