FIPE: «Pasqua tiepida al ristorante»

La Pasqua non si preannuncia incerta solo dal punto di vista meteorologico, ma anche sul fronte delle presenze al ristorante, i dati sui consumi fuori casa forniti dal centro studi di
Fipe-Confcommercio per le prossime feste pasquali testimoniano che continua il periodo di difficoltà.

Le previsioni non molto positive formulate dei ristoratori in occasione di Pasqua e Pasquetta confermano che il 2008 non è iniziato bene per la ristorazione italiana: per il 69% delle
imprese intervistate questi primi mesi dell’anno sono al di sotto dei risultati conseguiti nello stesso periodo del 2007. Nonostante tutto, però, sono ancora molti gli italiani hanno
voglia di trascorrere una giornata di festa e di relax con la famiglia o gli amici al ristorante, senza il fastidio di poi rigovernare casa, ma con il piacere di trovare tutto pronto. La grande
varietà di offerta e di prezzi proposti dai pubblici esercizi (dal ristorante «alla moda» fino alla piccola trattoria) consentono a tutti di trovare la sistemazione ideale:
dal menù della tradizione a quello della sperimentazione culinaria, dal classico tutto compreso, fino al menù con scelta da parte del cliente.

«A dispetto della congiuntura economica non favorevole – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe-Confcommercio – sono ancora molti gli italiani che apprezzano il nostro lavoro.
Sicuramente non ci ha aiutato la Pasqua bassa che non incentiva le vacanze e che ha portato a una leggera diminuzione delle presenze turistiche. Siamo comunque ottimisti – conclude Stoppani –
che questo momento di difficoltà verrà presto superato».

Gli oltre 5 milioni di clienti attesi nella ristorazione italiana per i due giorni di festa, spenderanno 224 milioni di euro ( 1,2% sul 2007) con un lieve decremento delle presenze pari al 1%
rispetto all’anno precedente. Il giorno di Pasqua saranno in attività nove ristoranti su dieci pari a poco più di 53.000 unità. Secondo la fotografia scattata dalla
Federazione dei Pubblici Esercizi su un panel di circa 260 imprese intervistate, il 48% dichiara di aspettarsi un risultato in linea con quello dello scorso anno, per il 20% il risultato
sarà migliore, mentre un terzo degli intervistati prevede risultati negativi. Se i turisti stranieri fanno registrare un lieve calo delle presenze (-3,2% rispetto al 2007) i ristoratori
italiani potranno contare sulla presenza dei residenti, con un 4,8% rispetto all’anno precedente.

Per mangiare fuori i prezzi rimangono sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno: (44 vs. 43 euro pari al 2,4%) per quanto riguarda il menu «tutto compreso». Incrementi
intorno al 4,5% per il pranzo a la carte. Il 75% dei ristoratori interpellati, come tradizione, proporrà un’offerta di menu «tutto compreso», mentre il 25% proporrà
l’opzione a la carte.
Menu tradizionale in otto ristoranti su dieci. L’agnello è tra i secondi di carne il piatto per eccellenza più o meno in ogni regione, mentre grande varietà nei primi
piatti e nei dolci.

Per quanto riguarda il giorno di Pasquetta, lunedì saranno aperti poco più di 44 mila ristoranti, con il 44% dei ristoratori che dichiara di aspettarsi un risultato simile a
quello dello scorso anno. I clienti attesi sono circa 2,4 milioni con una flessione dell’ 1,1% rispetto a Pasquetta 2007 per un incasso stimato in poco meno di 102 milioni di euro
( 0,9%).
La flessione interesserà le diverse tipologie di clientela anche se le valutazioni meno rosee riguarderanno i turisti italiani, con un -4,1%, mentre la clientela residenziale fa
riprendere fiato al settore attestandosi su un 5,6%.L’offerta di menu «tutto compreso» verrà proposta da oltre l’84% dei ristoranti con un prezzo medio leggermente superiore
a quello dell’anno scorso (41,00 vs. 40,20 euro pari a 2%).

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