Due in uno. Ecco la dieta che protegge il cuore e difende il cervello

E’ possibile avere un alimentazione bivalente, in grado cioè di aiutare sia cuore e cervello a funzionare meglio.

Questo è quanto emerge da alcune ricerche presentate alla International Conference on Alzheimer’s Disease di Vienna.

Il primo studio è opera dell’ Università americana dello Utah.

I ricercatori stavano osservando su 3800 volontari over 65 gli effetti della dieta DASH (tanta frutta e verdura, frutta a guscio, cereali integrali, pesce, latticini a basso contenuto di
grassi) nel prevenire e combattere le malattie cardiovascolari.

Osservando però la capacità cognitiva dei soggetti nel tempo, gli studiosi hanno notato come tale dieta riusciva a mantenere integro il cervello, in particolare contro l’
Alzheimer.

Per i ricercatori, il segreto della dieta DASH sta nel tenere bassa la pressione e tenere sotto controllo l’ipertensione, due fattori di rischio riconosciuti dell’ Alzheimer.

La seconda ricerca viene dall’ Università di Los Angeles, è stata diretta dal dottor Milan Fiala e pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease.

I ricercatori americani hanno testato un mix tra curcumina e vitamina D sul siero di 9 soggetti affetti da Alzheimer.

Gli studiosi hanno poi verificato i cambiamenti dei monociti, le cellule del sangue che fanno da “spazzine” e si trasformano poi in macrofagi, gli addetti all’ eliminazione della beta amiloide,
proteina responsabile dei danni al cervello.

Messi a contatto con il mix, i monociti riuscivano ed eliminare l’amiloide più in fretta.

Commenta così il dottor Fiala: “In pratica, vitamina D e curcumina possono stimolare il sistema immunitario a ripulire il cervello dalle placche di beta-amiloide.

In un nostro lavoro precedente abbiamo dimostrato che esistono due tipologie di pazienti con Alzheimer, quelli che rispondono alla curcumina e quelli su cui non ha effetto.

Sui primi,questa sostanza potrebbe rivelarsi addirittura una nuova opzione terapeutica, magari in associazione con la vitamina D visto che le due sostanze sembrano agire sul sistema immune e
sui macrofagi in modi un po’ diversi.

In ogni caso, curcumina e vitamina D possono avere un ruolo preventivo interessante nei confronti dell’Alzheimer.

Al momento però non possiamo sbilanciarci a indicare dosi raccomandabili.”

Che un’ alimentazione sana sia arma fondamentale contro l’ Alzheimer è anche opinione di Tiziana Borsello, responsabile dell’Unità di Morte Cellulare e Neuroprotezione al
Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Mario Negri di Milano.

Spiega infatti la dottoressa Borsello: “Si è dimostrata, ad esempio, una forte correlazione fra Alzheimer e diabete: i recettori dell’insulina sui neuroni dei malati di Alzheimer sono
ridotti dell’80 per cento rispetto ai cervelli sani.

Perciò, le regole alimentari utili per prevenire il diabete sono applicabili anche alla prevenzione di questa malattia neurodegenerativa.

Altri nutrienti che sembrano decisamente importanti per prevenire la degenerazione dell’Alzheimer sono gli acidi grassi omega-3, quelli del pesce: l’acido docosahexaenoico o DHA, che si trova
in alte concentrazioni in pesci di acque fredde, rallenta notevolmente l’evoluzione della malattia riducendo drasticamente le placche di amiloide.

Sono consigliati per prevenire le coronaropatie, l’infarto e le complicanze del diabete, si raccomandano alle donne in gravidanza: i dati attuali sembrano indicare che dovrebbero essere assunti
anche per mantenere il cervello in forma più a lungo.

Infine anche le vitamine del gruppo B sono considerate da tempo ottime alleate contro numerose malattie degenerative”.

Matteo Clerici

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