Distribuzione sociale dei prodotti alimentari, il Senato prova a semplificare le regole

Distribuzione sociale dei prodotti alimentari, il Senato prova a semplificare le regole

Roma, 28 marzo 2012
‘Semplificazione’, una parola sulla bocca di tutti. Ma per raggiungere davvero la bocca di tutti – coi cibi, e non solo le parole – bisogna ‘semplificare’ le procedure stabilite in
Italia per offrire gli alimentari a chi ne ha bisogno.
E’ al Senato il progetto di riforma della ‘legge del buon samaritano’. Vediamo di che si tratta.

Una piccola buona notizia, per iniziare: l’Italia è il primo paese in Europa ad avere adottato la c.d. legge del buon samaritano, ispirata al “Good Samaritan Food Donaction Act” degli
Stati Uniti d’America (firmato dal Presidente emerito Bill Clinton l’1 ottobre 1996).

 
La legge 155/2003 reca infatti la “Disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale” e prevede che “le organizzazioni riconosciute come organizzazioni
non lucrative di utilità sociale [1] che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, sono equiparate, nei limiti del servizio prestato,
ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti.”
 

Grazie a questa legge, da una decina d’anni ormai le Onlus possono recuperare gli alimenti rimasti invenduti o comunque ‘avanzati’, nei circuiti della ristorazione organizzata (come le mense
aziendali, scolastiche e simili) e della grande distribuzione, e a loro volta distribuirli ai bisognosi. Prodotti alimentari ancora del tutto commestibili ma ormai privi o prossimi alla perdita
di valore commerciale (ad esempio, poiché vicini alla scadenza).

La legge del 2003 ha semplificato le regole a carico delle organizzazioni caritatevoli, senza tuttavia escludere ostacoli burocratici e fiscali che ne hanno impedito la piena
operatività.
Al Senato è stato perciò avviato l’esame di un disegno di legge (atto n. 2746) teso anzitutto a semplificare gli adempimenti amministrativi e fiscali dei donatori, nonché a
chiarire la non-responsabilità delle Onlus, al di fuori dei casi di dolo e colpa grave.

 
In sintesi: dato atto della funzione sociale essenziale (anche) di questo tipo di donazioni, ridurre al minimo gli sprechi di derrate alimentari.

[1] “ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni”

Dario Dongo e Bruno Nobile
per Newsfood.com

Nota del Direttore:
fa piacere, ogni tanto, pubblicare una bella notizia. E’ giunto il momento di riflettere sul vero senso della vita, sul nostro futuro e quello dei nostri figli. A cominciare dallo spreco e
dalla solidarietà verso chi è bisognoso.

E forse è giunto il momento di pensare seriamente ad un “Giubileo dei debiti” da parte dei potenti creditori, delle banche, del Fisco… ma anche da parte di ognuno di noi, verso i
debitori
che non hanno le risorse per pagare i loro debiti. Solo così si potrà evitare un collasso del sistema economico del Paese.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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