I prodotti destinati a un’alimentazione particolare non possono venire accomunati agli alimenti di uso corrente

I prodotti destinati a un’alimentazione particolare non possono venire accomunati agli alimenti di uso corrente

Il 90% dei consumatori europei, in una o più fasi della propria vita, ha bisogno di consumare alimenti particolari noti come “dietetici” o “dieto-terapici”. Dai lattanti agli
sportivi, agli individui obesi o sovrappeso che devono ridurre con equilibrio la massa corporea, un’ampia varietà di consumatori richiede prodotti “nutrizionalmente specializzati”.
E per alcuni malati – come i celiaci – questa necessità è permanente e assoluta, senza alternative.

Le associazioni dei malati come AIC (Associazione Italiana Celiachia), insieme all’industria di settore rappresentata da AIIPA (Associazione Italiana delle Industrie dei Prodotti Alimentari),
chiedono dunque a viva voce che le Istituzioni europee mantengano il livello di protezione tuttora garantito alle categorie di consumatori vulnerabili.

I prodotti destinati a un’alimentazione particolare non possono venire accomunati agli alimenti di uso corrente. In quanto le normative UE applicabili agli alimenti d’uso corrente – quali il
nuovo regolamento sull’informazione al consumatore, piuttosto che il c.d. “regolamento claims” – non sono in grado di offrire le garanzie INDISPENSABILI alla protezione delle categorie di
consumatori vulnerabili.

Non si può e non si deve rinunciare al rigoroso regime di controlli da sempre stabilito sull’idoneità degli impianti e dei processi di produzione, sui prodotti e sulle loro
etichette. La de-regolazione in questo ambito va intesa come “sregolatezza” e costituisce un grave rischio per la salute dei soggetti la cui protezione va invece garantita con regole ferree da
applicare e vigilare con severità.

La proposta della Commissione europea, di de-regolare la produzione e commercializzazione degli alimenti dietetici, mette inoltre in pericolo la capacità di questo settore industriale di
mantenere gli attuali investimenti in ricerca e sviluppo che sono 5 volte superiori a quella dell’industria alimentare in generale (!). E senza continua innovazione, la disponibilità di
prodotti nutrizionalmente adatti ad alcune categorie di consumatori vulnerabili potrebbe essere notevolmente ridotta.

Sollecitiamo dunque il Parlamento europeo e il Consiglio a mantenere i presidi normativi a tutela dei consumatori di alimenti dietetici, e di una industria che in UE vale 24 miliardi di euro!

Dario Dongo

in sclusiva per Newsfood.com

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