Dieta: più mangi grasso, più mangi e basta

Dieta: più mangi grasso, più mangi e basta

Più si mangia grasso, più si mangia in generale. I cibi grassi colpiscono la sezione del cervello che regola la fame, aumentandone cellule neurali ed attività.

Questo il meccanismo descritto da una ricerca della Johns Hopkins University School of Medicine, diretta dal professor Seth Blackshaw e pubblicata su “Nature Neuroscience”.

Blackshaw e compagni hanno lavorato con topi da laboratorio, divisi in due gruppi. Il primo gruppo ha seguito una dieta ricca di grassi (60%), il secondo una dieta con grassi normali (35%).
Alla fine del periodo di controllo, i roditori hanno subito test dell’eminenza mediana, area del cervello che gestisce l’appetito. Come spiegano gli esperti, nel primo gruppo tale area aveva
visto aumentare il numero delle cellule, con una crescita fino al 5%.

Allora, gli esperti sono passati alla seconda fase. I topi nutriti con dieta ricca di grassi sono stati divisi in due gruppi: il primo ha subito procedure che hanno bloccato la produzione delle
cellule celebrali esaminate, il secondo no. Entrambi i gruppi hanno continuato a nutrirsi con la dieta grassa.

I controlli successivi hanno messo in luce come i topi con cellule “bloccate” tendevano a non accumulare peso (-7% di media) ed essere più attivi (+15%) rispetto agli altri animali.

Secondo il professor Blackshaw, il primo passo è la prudenza, poiché ” Non abbiamo idea se questo accade in altre specie rispetto ai topi”. Detto questo, per lo scienziato
è ragionevole supporre come tale meccanismo sia presente anche negli esseri umani. Quando allora una persona sceglie cibi grassi, le modifiche del cervello lo portano a puntare su tali
alimenti e fare una vita sempre più sedentaria.

FONTE: Daniel A Lee,Joseph L Bedont, Thomas Pak, Hong Wang, Juan Song, Ana Miranda-Angulo, Vani Takiar, Vanessa Charubhumi, Francesca Balordi, Hirohide Takebayashi, Susan Aja, Eric Ford, Gordon
Fishell & Seth Blackshaw, + et al., “Tanycytes of the hypothalamic median eminence form a diet-responsive neurogenic niche”, Nature Neuroscience doi:10.1038/nn.3079

Matteo Clerici

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