Gelato, una droga per il cervello

Gelato, una droga per il cervello

Il gelato è come una droga per il cervello, capace di attivare i meccanismi di consumo-gratificazione-consumo crescente tipici degli stupefacenti tradizionali.

Questo il messaggio contenuta in una ricerca dell’Oregon Research Institute, diretta dal dottor Kyle Burger e pubblicata sul “American Journal of Clinical Nutrition”.

Il team ORI ha lavorato con 150 volontari: maschi e femmine, età 14-16 anni. Prima, i ragazzi sono stati sottoposti a questionari sull’alimentazione, poi hanno subito test medici sul
peso e la forma fisica.

In un secondo momento, i volontari hanno subto la visione di una fotografia della crema gelato e, per chi lo desiderava, vi era la possibilità di consumare il gelato appena osservato. In
entrambi i momenti (osservazione ed eventuale consumo) i ragazzi erano controllati tramite Risonanza Magnetica al cervello.

Burger e colleghi hanno così constatato come tutto il campione, di fronte alla possibilità di mangiare il gelato, reagiva in maniera positiva, con l’accensione dei centri
cerebrali del piacere.
Tuttavia, nei soggetti dichiaratisi mangiatori costanti del cibo, il livello di piacere era inferiore.

Sulla base di tali dati, i ricercatori hanno definito l’intero meccanismo. Il cervello contiene grassi e zuccheri che, entrati nell’organismo, danno al soggetto una sensazione di piacere e lo
spingono a cercare l’alimento in questione (nel caso, il gelato).
Tuttavia se il consumo è frequente subentra l’assuefazione ai nutrienti, con una riduzione della soddisfazione percepita. Allora, si tende ad aumentare le dosi, fino alla prossima
assuefazione e così via.

Perciò, conclude il dottor Burger, il gelato può assumere un ruolo simile a quello degli stupefacenti.

FONTE: Kyle S Burger and Eric Stice, “Frequent ice cream consumption is associated with reduced striatal response to receipt of an ice cream-based milkshake” Am J Clin Nutr April 2012
ajcn.027003; First published online February 15, 2012. doi:10.3945/ajcn.111.027003

Matteo Clerici

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