Dalla castagna al pero. Le birre d’Italia secondo Slow Food

Dalla castagna al pero. Le birre d’Italia secondo Slow Food

Per ogni italiano la sua birra tricolore. Da Slow Food arriva la “Guida alle Birre d’Italia 2013” : 1191 tipi di bevanda e 227 produttori, il tutto presentato dagli autori al Vinoforum di Roma.

Tra i relatori, il curatore, Eugenio Signoroni, secondo cui tratto principale della guida è l’essere diventata adulta: più chiaramente, descrive gli importanti mutamenti del
settore.

Per cominciare, lo stato dei birrifici, che da strutture semi-amatoriali hanno raggiunto risultati qualitativi e quantitativi importanti. O l’evoluzione dei birrai, che da semplici utilizzatori
sono diventati coltivatore del proprio orzo e luppolo. O ancora i birrifici industriali, che variano la produzione tramite prodotti non filtrati.

Poi, un amplio settore dedicato all’analisi dei singoli birrifici. Gli esperti hanno impiegato 3 simboli, Chiocciola, Bottiglia e Fusto, per evidenziare la storia del birraio, la qualità
(ambientale e sociale) ed il livello generale.

Poi, gran finale con le birre: anche qui si è impiegato un metro particolare: “Classificare le birre in Birra Slow, Birra Quotidiana e Grande Birra ci ha permesso di raccontare in modo
più reale le grandi differenze che esistono tra birra e birra”. Ed anche di rilevare le tutte le varianti, dalla bionda più classica alle sperimentazioni ardite, con aroma di
castagna o pera.

Eugenio Signoroni, Luca Giaccone (a cura di), “Guida alle birre d’Italia 2013”, Slowfood 2012, 384 pp., rilegato, 15 Euro

Matteo Clerici

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