Domenica 27 maggio: serata degustazioni birra

Domenica 27 maggio: serata degustazioni birra

Una fantastica serata a tema Birra Artigianale, al ristorante bistrot Mamà a Roma nel quartiere Prati,
durante la quale si ha la possibilità di conoscere ed apprezzare una birra davvero unica, eccezionale e soprattutto artigianale, l’unica di ispirazione monastica e prodotta ancora come le
antiche tradizioni nel monastero di San Biagio vicino Perugia.

In questo antico Monastero già nel 1333 vi erano uomini sapienti che si dedicavano alla terra, selezionando e ricercando l’eccellenza dai prodotti e sapori del territorio, dedicandosi
cosi alla cura del proprio corpo, alla propria mente, al proprio benessere e al mangiar bene. Tutto ciò si è fortunatamente conservato nel tempo ed ancora oggi in questo Monastero
di dà vita a prodotti con sapori e valori unici.

Oltre alla birra che degustiamo in questa occasione, qui a San Biagio come azienda agricola produce, sempre rispettando le tradizioni e fornendo prodotti genuini e di qualità ai suoi
clienti, gelatine di birra, conserve, passate di pomodoro, olio extravergine d’oliva e pecorino umbro.

Questa struttura sorge a 750 metri d’altitudine, immerso nel parco del monte Subasio, ed è in questi luoghi desolati, ma ricchi di storia e memoria, che nasce la prima birra
d’ispirazione monastica, sulle orme di San Francesco, che ne rispecchia la natura mistica e produttiva oltre che naturale, e che oggi come allora, vuole essere nutrimento e ristoro.

La birra è una delle più diffuse e più antiche bevande alcoliche al mondo, viene prodotta attraverso la fermentazione alcolica. Quattro sono gli ingredienti principali che
la compongono, ed a San Biagio viene fatta una attenta e scrupolosa selezione per ottenere solo prodotti di qualità.

Primo fra tutti il malto d’orzo ossia orzo germinato ed essiccato, gli zuccheri contenuti nei chicchi d’orzo non sono immediatamente accessibili, ma è necessario attivare precedentemente
un enzima presente nel chicco stesso che parteciperà alla riduzione delle lunghe catene di zuccheri. Questa operazione consiste semplicemente nel far germinare i chicchi, quando questo
processo è allo stato ottimale si riduce l’umidità nei chicchi fino al suo valore minimo; a questo punto bisogna cuocerlo, a temperature minime si ottengono “malti chiari” ed in
proporzione alla temperatura del forno il malto si scurisce fino a bruciarsi producendo “malti neri”. Il grado di tostatura del malto determina il colore della birra.

L’acqua è l’elemento cardine nella composizione della birra, quest’ultima ne contiene tra 85% e il 92% e nel nostro caso si parla solo di acqua di Nocera Umbra famosa per le
proprietà terapeutiche.

Terzo elemento è il luppolo, additivo principale che compensa la dolcezza del malto e dona quel sapore meno amaro e più gradevole alla nostra birra. Il luppolo è una pianta
spontanea ed è nota per i suoi effetti soporiferi e calmanti. Per la fermentazione vengono utilizzati solo i fiori della pianta femminile: le pigne contengono elementi oleosi che
favoriscono lo sviluppo dei profumi della birra e due resine identificate come alfa acidi (Umulene) e beta acidi (Luppulina). L’umulene è responsabile del gusto amaro, mentre la
luppulina dell’azione conservante; queste sostanze sarebbero i responsabili degli effetti benefici e curativi del luppolo e dell’azione digestiva della birra.

Infine il 4° elemento il lievito, si tratta di elementi monocellulari che consumano zuccheri per produrre alcool e anidride carbonica. Esistono 2 famiglie di lieviti: ad alta fermentazione
ad una temperatura di 12 – 24°, e bassa fermentazione tipica delle grotte dove la temperatura è di 7 – 13° dove questi elementi si depositano sul fondo al contrario dell’alta
fermentazione.

Qui a San Biagio in particolare viene rispettata la migliore tradizione Brassicola, dove dopo la 1° fermentazione in tini la birra viene imbottigliata e posta a rifermentare; questo
processo unito al sapiente dosaggio di tutti gli elementi cardini, uniti alla tutela durante la stagionatura conferiscono le caratteristiche tipiche a questo prodotto: colore, profumo e gusto
autentico e genuino.

Le birre proposte in questa serata di degustazioni, in abbinamento con 4 piatti differenti per esaltarne il sapore. di ciascuna. Si comincia con la “VERBUM” (parola) la più delicata che
apre la serata con il suo colore chiaro, la sua freschezza il suo sapore gradevole al palato perché poco amara con una notevole schiuma che assomiglia per consistenza alla panna montata,
ottima tra l’altro con antipasti e stuzzichini salati la sua fermentazione è alta.. Le sue caratteristiche come tutte le birre di San Biagio sono: non filtrata non pastorizzata e
rifermentata i bottiglia.

La seconda proposta accompagnata da “bombolotti all’ amatriciana” è la GAUDENS (gioia) ottima birra, intensa rispetto alla prima ma non troppo, capace di contrastare primi piatti
saporiti; il suo colore chiaro lascia un gusto molto gradevole sul palato e a differenza della prima è di bassa fermentazione.

Terza Birra i degustazione AURUM (oro) una birra notevolmente più alcolica rispetto alle prime due, che lascia un retrogusto piacevole leggermente amaro. Il suo colore sempre chiaro e
velato, di alta fermentazione, che si accompagna molto bene a secondi di carne, salumi o formaggi stagionati.

Diversa per colore e per gusto è la quarta degustazione, una birra a doppio malto ma che nasconde un sapore delicato e gustoso che conquista. AMBAR (scuro) con il suo colore rossiccio
dorato è ottima per dessert specie se a base di cioccolato, proposta accanto ad un tiramisù di Mamà il cui biscotto era bagnato non di caffè ma di AMBAR.

Questa birra AMBAR ha ricevuto la Medaglia d’Oro 2011 alla manifestazione del Mondial de la Biere Strasburg Europe tenutasi a Strasburgo nell’ottobre 2011, è stata giudicata eccezionale
secondo criteri ben precisi : la sua qualità, i suoi aromi, il suo gusto e il piacere globale procurato al palato.

  Tutte queste birre sono imbottigliate in bottiglie particolari, che ricordano le bottiglie del prosecco, anche per il loro tappo che si distingue in quanto è di sughero e ha una
“gabbietta” proprio come lo spumante.

 

Valentina Colapietro
Newsfood.com

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