Corso di aggiornamento residenziale per insegnanti in Polonia

“Sono, per me, diventati “Luoghi” e la L maiuscola sta ad indicare quanto sia rimasto là, in quei boschi splendidi, sono Luoghi che hanno sviluppato un magnetismo che cattura il
visitatore e lo rende partecipe delle tragedie di cui tanti vorrebbero tacere.

È il luogo stesso che “urla” attraverso il perimetro delle fosse comuni, attraverso il filo spinato che gli alberi hanno inglobato e fatto affiorare in superficie e con lo stesso
silenzio dei boschi.È per tutto questo che solo un viaggio attraverso quegli spazi – sfondi bellissimi in teatri di morte – rende partecipe appieno il visitatore dell’orrore che li ha
attraversati. E non si lasciano poi questi Luoghi senza portarne via l’essenza e lasciando, forse, un po’ più di pace per chi vi riposa”.

Queste frasi, scritte “a caldo” da uno dei partecipanti, possono ben sintetizzare il senso del viaggio di aggiornamento, organizzato come sempre dal Comitato per la difesa e lo sviluppo della
democrazia, che quest’anno ha portato una ventina di insegnanti in Polonia, sulle tracce di alcuni dei peggiori campi di sterminio che la furia nazista abbia concepito, proprio perché
pensati esclusivamente per lo sterminio immediato di coloro che vi venivano portati. Di Chelmno, Treblinka e Sobibor infatti non resta pressoché nulla: furono gli stessi nazisti a
smantellarne le strutture, di fronte all’avanzata delle truppe sovietiche, e a piantare boschi su quei teatri di morte di massa, sia per non lasciare traccia del loro operato, sia per un ultimo
spregio nei confronti delle vittime, di cui non doveva restare nemmeno il ricordo.

Il ricordo, invece, è restato: qualcuno, nonostante tutto, riuscì a evadere, a salvarsi. E a raccontare una storia che parla di centinaia di migliaia, di milioni di morti, gasati
nei camion con i gas di scarico, o in modo più “industriale” nelle enormi camere a gas quando si cominciò a utilizzare il famigerato gas Zyclon B. Ebrei, prigionieri di guerra,
civili, donne, bambini: uccisi in massa e poi bruciati e sotterrati in grandi fosse comuni. Attraverso le testimonianze, e le tenaci ricerche di storici e discendenti delle vittime, questa
storia è stata raccontata, e i partecipanti cremonesi al corso di aggiornamento hanno potuto in un certo senso riviverne le emozioni drammatiche visitandone i luoghi con la guida di
studiosi, storici, operatori dei musei dell’Olocausto, incontrando i giovani ebrei che si recano in quei luoghi per pregare. A Varsavia, la delegazione cremonese ha reso omaggio alle vittime
della rivolta del ghetto.

Un’esperienza che ora potranno mettere a disposizione delle loro classi e del percorso di approfondimento e di educazione alla democrazia che il Comitato anche quest’anno ha intrapreso, che si
manifesterà nelle celebrazioni del 27 gennaio, Giornata della memoria, del 10 febbraio, Giorno del ricordo, del 25 Aprile, Festa della Liberazione, del 9 Giugno, Festa dell’Europa e che
si concluderà con il Viaggio della memoria che nella primavera del 2008 renderà omaggio alle migliaia di soldati italiani trucidati dalle truppe tedesche a Cefalonia dopo l’8
settembre 1943, viaggio al quale parteciperanno centinaia di studenti.

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