Cara Europa… Aceto, vino, latte, bistecca, pizza… con che cosa saranno fatti a breve?

Cara Europa… Aceto, vino, latte, bistecca, pizza… con che cosa saranno fatti a breve?

Cara Europa… Aceto, vino, latte, bistecca, pizza… con che cosa saranno fatti a breve?

Domanda agli Europarlamentari di un povero produttore&consumatore italiano

Data: 11 maggio 2021

 

Europa solidale e sincera… se ci sei batti un colpo. Basta rincorrere spauracchi e spaventapasseri. Basta trovare camuffamenti per certi prodotti. Invochiamo una concorrenza leale sui termini “fisco-tasse-bond” ma anche “latte-pizza-vino-aceto”. Altrimenti sembra la solita battaglia fra austerity-frugali-Nord e solidali-spendaccioni-Sud Europa.

Nico Da Comolonia

Tutto molto semplice. L’Europa vuole proprio rompere le scatole alla cultura agroalimentare enogastronomica del Mediterraneo e dei territori del sud e vuole proprio governare “in concorrenza sleale” il mercato interno e l’export nazionale? perché prima di tutto trattasi di “concorrenza sleale”.

Ricordo che esiste addirittura un Commissario autonoma autorevole da decenni a garanzia-controllo-tutela della “concorrenza leale fra paesi, prodotti e produttori”. Addirittura, finalmente, l’Europa è scesa in campo anche sulla sleale concorrenza fiscale e di bilancio fra gli stessi paesi membri e i big-web che hanno ricavi paurosi nel continente europeo e pagano solo il 3-4% di tasse. Eppure – all’interno dell’Europa – nessun commissario si sogna di difendere certi termini generici che sono entrati nell’uso comune dei vari cittadini europei, ognuno nella lingua propria, dallo spagnolo al tedesco, dal francese all’inglese, oltre che italiano.

Per fortuna non assisteremo alla “pizza di tulipani” oppure alla “mozzarella di crauti” perché i termini “pizza&mozzarella” sono stati tutelati. Mentre i termini generici di prodotto e di identificazione merceologica (ben tutelata dalla legge generale europea) come “insetti” per designare un  nuovo cibo, oppure “vino” per etichettare una bevanda totalmente diverse se annacquata o se de-alcolizzata non sono tutelati e suscettibili di garanza per il consumatore. Ora anche il termine generico “latte” viene usato per presentare, etichettare, designare e qualificare “un liquido qualsiasi ottenuto da piselli, fagioli, mais, riso”.

Infatti al di là della assurda incentivazione (che troverà sicuramente supporto finanziario e contributivo) al consumo “verde” esiste una concorrenza sleale contro la tradizione d’uso e il diritto acquisito individuale collettivo e intellettuale che l’Europa sembra calpestare.
Si vuole autorizzare una bistecca fatta con larve e insetti… benissimo (o malissimo a seconda dell’opinione alimentare e del gusto che poco importa in questo caso) ma non usiamo il termine “bistecca” si usi: intruglio, pasticcio, amalgama, pongo, plastilina.

Si vuole fare una bevanda-liquida con ortaggi, come già esiste la formula “ace”, benissimo ma non si usi il termine “vino”, idem per pane, pasta… in tutte le lingue europee.

Irlanda, Olanda, Lussemburgo, Belgio sono paesi che “ospitano” le sedi legali di colossi big-web dove pagano pochissime tasse, sono anche i paesi che non vogliono prendersi in carico quote di migranti e adottando un sistema automatico e veloce dei respingimenti, sono i paesi che non vogliono solidarizzare e sussidiare i danni della pandemia, sono quelli che vogliono tornare prima possibili all’austerity di bilancio… ora sono anche i paesi del (1) vino senza alcool, del (2) latte dei piselli, della (3) bistecca con i grilli o i vermi e chissà cosa ne sentiremo e vedremo.

Il commissario Gentiloni ha presentato conti chiari sulla perdita di entrate, evasione fiscale, frode fiscale dell’UE grazie a questi “permessi” liberi di alcuni Paesi: 46 miliardi euro di fisco, 35 miliardi di imposta societarie; 50 miliardi elusione dell’Iva. Eppoi l’Europa chiede una maggiore tassazione all’Italia per ottenere più fondi-capitali per gli EuroBond! Un po’ strana questa Europa.

Visto che c’è una forte e sicura “manomissione” e camuffamento deliberato e voluto di certi termini, bisogna che il Governo italiano, il ministero politiche agricole alimentari, il commissario UE alla leale concorrenza, il coordinatore dei gruppi parlamentari UE (De Castro per i Socialisti-Dem  in primis e tutti gli altri) facciano valere i principi fondanti dell’Europa, l’uguaglianza non solo nelle quote da versare ma anche nelle regole  e leggi da applicare, non si adagino sul quieto vivere diplomatico… ma tirino fuori gli attributi se li hanno.

Il vino annacquato, il latte fatto con i piselli non deve essere come al solito un cavallo di battaglia degli scontenti, degli antieuropeisti, dei politici diffidenti. Lo dice un europeista federalista convinto dal 1979 e non ho mai cambiato opinione. Ma lo dico perché sono “queste le cose che fanno allontanare il cittadino, le imprese, i produttori” dalla fiducia nell’Europa. L’Europa non può essere governata dai burocrati, dai tavoli degli sherpa, dai dirigenti di dipartimento e dai commissari di piccoli paesi “frugali” perché i paesi grandi non si mettono mai d’accordo su un nome altisonante che può veramente fare la differenza. L’Italia ha dato una prova superiore a tutti gli altri in questa scelta.

“Latte da farina di piselli ottiene la tripla AAA e grande semaforo verde”… questo sarà il titolo di molti giornali a breve. In contemporanea leggeremo: “l’alcool del vino uccide più del Covid” oppure “grande successo del vino annacquato” oppure “ la bistecca di carne di insetti fa essere più intelligenti”… eccetera. Massima libertà per sbizzarrirsi.

Al di là del fatto che non trovo assolutamente giusto “alterare” volontariamente e pregiudizialmente e con secondi fini di business per pochi alcuni piatti, bevande, alimenti, cibi, nutrienti che sono da secoli identitari e identificativi di una cultura alimentare anche riconosciuta positiva e salutare, concesso e non permesso le big-farm o le big-food sono liberissime, giustamente, di produrre e brevettare “altri” prodotti dandogli un nome merceologico diverso anche più bello, più espressivo, più consono. Ma devo investire “fior di dollari” su questi nuovi brevetti e non sfruttare conoscenza millenarie del consumatore che su certi termini basa una certezza alimentare sicura, sana, onesta, reale come. pasta, pizza, vino, aceto, mozzarella, latte, formaggio !

Poi se vogliamo – e trovo anche questo giusto e corretto – fare una battaglia anche politica ma soprattutto di difesa delle imprese della old-economy o della economia rurale e agraria di tradizione o della ricchezza del patrimonio alimentare “ certificato e tracciato ”della Dieta Mediterranea (e Italiana) o del riconoscimento legale e giuridico di tutte le Doc-Dop-Igt-Igp voluto anche dall’Europa… mi sembra perfettamente in linea. Ovse-Ceves ha raccolto pareri interessanti: osservatorio.ovse.org.   Se poi anche bisogna trovare una soluzione di nutrimente, nutrisano, nutribuono, nutrigiusto … a tutti i costi ribadisco che ci sono strade diverse, molto più corrette, condivisibili attraverso più una prevenzione che una “pubblicità ingannevole”.

Hanno fatto di più messaggi salutistici e reali sulla diminuzione del fumo in Europa che tutti gli slogan sui pacchetti di sigarette: gli europei sono maturati, lentamente, ma ci sono arrivati non per paura ma per cognizione di causa senza subire attacchi. Idem per l’aids. Ottimo il paragone del buon “latte” vero di mucca nel cappuccino a colazione… ma dobbiamo andare oltre.
E oltre ai comunicati stampa e a battersi il petto o a incolpare sempre “ gli altri” , i potenti sindacati agricoli e federazioni del vino italiano… dove sono ?

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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CIOCCA, LEGA: “UE: Latte finto a colazione? Ennesimo attacco ai produttori locali”

“Dopo che l’Europa ha proposto l’introduzione di insetti e vino annacquato nella nostra dieta alimentare, ora Nestlé ci invita anche a bere latte sintetico a colazione. Un falso latte estratto dalla farina di piselli che, secondo l’assurdo sistema di etichettatura Nutriscore, andrebbe premiato con una bella A per descrivere un prodotto altamente salutare. Così adesso negli scaffali dei supermercati accanto al nostro eccellente Grana Padano, considerato dannoso solo perché ottenuto da una ricetta tradizionale a partire dal vero latte, vi troveremo anche questo nuovo prodotto “lattiero”, la cui unica A attribuibile è quella di prodotto “Artificioso”. Assurdo che l’Unione Europea continui a promuovere politiche volte a cancellare le nostre tradizioni e i nostri piccoli produttori locali per fare arricchire le grandi multinazionali. Non possiamo rimanere a guardare questa follia e permettere che in futuro le prossime generazioni non conoscano la bontà di un vero cappuccino italiano ottenuto da latte intero”. 

Questo il commento dell’eurodeputato leghista, Angelo Ciocca, dopo l’annuncio del lancio del nuovo prodotto Nestlé.

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