Nutrizione da escursionisti -La pandemia insegna la nuova vacanza a movimento lento…

Nutrizione da escursionisti -La pandemia insegna la nuova vacanza a movimento lento…

Nutrizione da escursionisti -La pandemia insegna la nuova vacanza a movimento lento…

Il nuovo turismo è un movimento lento che sta crescendo in Italia. Manca però una cultura dell’offerta.

Data: 8 maggio 2021

Nico Da Comolonia

Il nuovo turismo è un movimento lento che sta crescendo in Italia. Manca una cultura dell’offerta. Cammini e ciclovie necessitano di regole. I terreni privati possono essere servizi di pubblica utilità da rispettare in ogni stagione. Sosteniamo la ripresa e resilienza delle Vie Storiche italiane. Le leggi regionali devono adeguarsi subito.   
Il turismo nel mondo sta cambiando in modo radicale. In solo 10 anni la domanda di un “turismo dinamico” rispetto a un turismo tradizionale, statico, mete classiche …è triplicato. Nel 2020 in Italia c’è stato il boom, dicono diverse statistiche e diversi osservatori, come il gruppo Movimento Lento, di richieste di soggiorni e pacchetti turistici con annesse escursioni ed esperienze a piedi, a cavallo, in bicicletta. Anche il noleggio di moto e biciclette elettriche è schizzato in alto anche nelle città d’arte e nei borghi storici. Ma la crescita maggiore è avvenuta in campagna nelle aree interne della penisola italiana, prossime al mare e agli appennini o prealpi.
Le recenti prenotazioni, anno 2021,non fanno altro che confermare e incrementare queste richieste, con alcune interessanti varianti e personalizzazioni. In particolare il binomio “sport ludico” e “enogastronomia” appaiono vincenti su tutto, per cui i “distretti tematici” ben noti, identificati, autentici e originali figurano in capo alla lista delle mete desiderate. E il costo non è una discriminante, almeno in prima battuta.  Sul tema infatti si stanno aprendo diversi dibattiti ma anche webinair tecnici molto interessanti proprio per illustrare da un lato la “domanda” di turismo slow e dall’altro lato la “offerta” di pacchetti e di destinazioni più o meno attrezzate. Ed è qui che sorgono i primi problemi:  la domanda è assai diversificata e variegata a seconda della conoscenza e della tempistica da parte degli ospiti stranieri e degli italiani neofiti; la offerta non sempre è nelle condizioni di rispondere appieno a tutte le esigenze, richieste, necessità. per questo è importante accelerare anche la “formazione” degli operatori turistici locali quali sono le potenzialità della domanda e quali sono gli adeguamenti dell’offerta. trattandosi prevalentemente di  “soggiorni&viaggi” di breve durata, con tappe differenti, molto di passaggio e con tempistiche molto stagionali e anche concentrate a seconda dei flussi e delle festività.
Come giustamente dice l’associazione Movimento Lento : occorre attrezzarsi con una cassetta degli attrezzi idonea per un turista che viaggia e lentamente. Nel 2020 da giugno a ottobre, tolto il lockdown e l’impossibilità di viaggi lunghi e aerei, si è assistito ad un fiume di camminatori lungo i più disparati sentieri e itinerari nazionali, molti anche sprovveduti e non coscienti di come adeguarsi e attrezzarsi. Nel 2020 il numero di cicloturisti è aumentato di un terzi rispetto all’anno precedente, anche il numero di biciclette vendute è stato elevatissimo.
E’ anche molto evidente che questo boom va di pari passo con la richiesta di “uscire” ed avere contatto con la natura e fuori casa. La bicicletta quindi unisce alcuni aspetti di sicurezza: distanziamento anche in gruppo senza contatto, esercizio fisico quasi completo, respirare aria meno inquinata, attività in solitaria e libertà di azione.  L’estate 2020 ha confermato la scelta di itinerari vicino a casa, molto noti e ben pubblicizzati con diverse informazioni e servizi utili e sicuri, mediamente brevi e non superiori a 20 km al giorno, con durata massima di 3 giorni compreso arrivo e partenza. Da qui l’importanza da parte di tutti, ad iniziare dalle Regioni e dai Comuni, di allestire ciclovie, sentieri, cammini in una ottica di regolamentazione, tabellatura e monitoraggio gprs, sicurezza stradale, tappe, ristori. Tutte azioni e misure che in molti cammini italiani mancano.
Ci sono quindi Regioni che hanno curato questi aspetti meglio di altre come il Trentino, Alto Adige, Valle d’Aosta, Piemonte,  Toscana, Lombardia. Altre che potrebbero e dovrebbero farlo come la Emilia Romagna, le Marche, la Puglia ma sono ancora indietro e forse sono ancora molto legate al turismo tradizionale. Altre che devono attrezzarsi.  Quello che emerge sempre, grazie all’esperienza del Movimento Lento, nel comportamento turistico del 2020 è l’alto numero di italiani neofiti, ma soprattutto la primaria destinazione rivolta alla scoperta di territori e luoghi sconosciuti fuori dalle strade trafficate…anche a scapito di fatica. Come spesso si sente dire, non è assolutamente vero che sia un turismo non remunerativo e non spendente. Inoltre i turisti sono molto più propensi ad una programmazione flessibile.
E’ evidente che chi gestisce l’offerta deve essere attrezzato in materia e saper offrire soluzioni alternative: quelle ad anello e variegate per tematismo sono quello che consentono anche di attivare un soggiorno e pernotti collegati.   Importante sono le app che illustrano il percorso e che danno sicurezza e assistenza garantita in qualunque momento. Per questo che i migliori e più frequentati cammini sono quelli che hanno un monitoraggio digitale e a banda larga continuo, regolare, senza coni d’ombra e senza perdite di contatto: la digitalizzazione dei territori e dei distretti delle zone interne diventa un fattore determinante il successo di un cammino e di una impresa. Ecco che l’allestimento o lo sviluppo del “turismo slow” può avvenire solo, in quei territori collinari e montani che attirano più utenti e fruitori, con tutti i servizi “alla persona” efficienti non solo presenti, come i ristori, i pernotti, i supermercati, sorgenti d’acqua, farmacia, medico, tabellatura, segnaletica, celle ripetitori dei cellulari.
Il Gps serve anche per conoscere dove trovare i prodotti tipici e una osteria con ricette locali…tutte eccellenze cosi dette sostenibili e autoctone. Occorre anche non dimenticare i diversamente abili che anche loro sono appassionati dei cammini e della strade storiche e culturali come tutti. Tutte le vacanze o ferie sono sicuramente momenti di “relax”, la pandemia sicuramente lascerà nella nostra mente qualche riflessione ulteriore.. ma lo slow travel o turismo lento rappresentano un modo veloce e a portata di tutti e in ogni momento per staccare la spina: questa è la risposta che più spesso ci si sente dare nei sondaggi. Un modo diverso di fare turismo che non è alternativo al “pernotto” nei tradizionali alberghi o pensioni o agriturismo, ma occorre che l’offerta sia adeguata e pronta.
Sicuramente anche le “norme” pubbliche devono adeguarsi subito. Come abbiamo sempre sostenuto – quando chiamati a consigliare qualche legge regionale o come consulenti di federazioni – il turismo non è uno solo e in assoluto, ma i “turismi” necessitano di norme inerenti e cogenti. E’ il caso della Regione Emilia Romagna. In occasione della nuova legge regionale sul turismo, prima che fosse emanata qualche anno fa, facemmo in più occasione presente che determinati parametri di valutazione ( soprattutto quelli inseriti per bandi, finanziamenti, contributi a fondo perduto) andavano bene solo per la riviera romagnola, per la Romagna e l’Adriatico, per le città termali….mentre le città e i borghi che vivono di turismo ( o turismi) di passaggio, non stanziali e fissi, di breve durata, di collegamento e di transito con mezzi di locomozione diversi anche a piedi) erano penalizzate.
Mancano leggi regionali ( a parte Toscana e Lombardia) che tengano conto delle differenze solo statistiche e numeriche fra “presenze” e “arrivi”, ma nella sostanza ci sono borghi rurali o borghi d’arte o borghi storici che attirano e hanno molti turisti all’anno ma non acquisiscono valore o fondi di sostegno e pubblici solo perché non hanno alberghi classificati. E’ una carenza che va colmata prima possibile. I servizi connessi ad un turismo lento o turismo slow possono essere classificati anche come “pubblica utilità” seppur a capo di privati quando il privato mette a disposizione “gratuitamente” un suo bene per la migliore e più sicura fruizione di un servizio turistico. Come per esempio camminare in un bosco…come per esempio transitare in mountain bike in una strada di campagna rurale privato …..come passare a piedi in un frutteto di nocciole o di ciliegie nel momento della maturazione dei frutti. Da un lato la proprietà privata va tutelata dall’altro può risolvere problemi di transito e di sicurezza quando si parla di cammini, itinerari, sentieri, vie romee  riconosciuti e tabellati e quando si parla di accessi liberi ai torrenti e fiumi e alle strade vicinali-pubbliche anche se dismesse. Non si può chiudere tutto con muri e reti metalliche anche per una questione di ordine e di coltivazione.
Anche alimentazione e nutrizione sono fondamentali per un escursionista e camminatore, anche se non professionale. La nutrizione corretta è fondamentale. Camminare e nutrizione sono una binomio unico fin dal primo Medioevo. Il viandante di allora doveva prima di tutto curare cosa portare nello zaino come alimento e bevanda. Avere il cibo sano e sicuro per l’incognita di un viaggio a piedi o a cavallo o in carrozza era più importante che il meteo e la cura delle strade. Il tipo di alimento è fondamentale, anche oggi, e indipendente dalla prestazione richiesta o voluta. Il nutrimento deve consentire di recuperare la energia, il liquido e i principi nutritivi consumati durante l’escursione, di eliminare regolarmente le tossine prodotte, di sostenere la funzionalità globale e non complicare la digestione.  Se il fabbisogni idrico rappresenta l’elemento primario, nello stesso tempo la naturalità degli alimenti e la composizione biodiversa dei nutrimenti sono indispensabili.
Da qui anche l’importanza per un escursionista conoscere gli alimenti naturali-stagionali che eventualmente si possono incontrare lungo il tragitto. Il tutto deve essere visto nell’ottica del camminatore saltuario e non professionale, ma nello stesso tempo le regole sulla eliminazione delle tossine prodotte non si discosta. Da qui l’importanza di anticipare alcuni elementi a base di carboidrati prima della escursione, una manutenzione alimentare liquida ma non troppo e facilmente assimilabile durante lo sforzo, un ulteriore fabbisogno di liquido dotato di vitamine e sali post escursione. In ogni caso i dettagli e le scelte personali devono anche essere guidate da un conoscitore dell’organismo psicofisico di ogni camminatore.

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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