Recovery fund per far ripartire l’economia ma… i dati ISTAT sono preoccupanti… nuove tasse in arrivo?

Recovery fund per far ripartire l’economia ma… i dati ISTAT sono preoccupanti… nuove tasse in arrivo?

Recovery fund per far ripartire l’economia ma… i dati ISTAT sono preoccupanti… nuove tasse in arrivo?

 

Da almeno trenta anni regna una situazione di aumento smodato delle spese dello stato e di aumenti di tasse e incombenze onerose a carico del privato. Si fa sempre più pressante la necessità di una tassa patrimoniale.

Se non si dà una spinta all’impresa… come potremo onorare gli impegni presi con l’Europa?

 

Da non credere: riusciamo a sprecare o non utilizzare i fondi già assegnati!
ma in Italia succede anche che un ministro italiano (è bene specificarlo) abbia firmato un decreto che autorizza una opera infrastrutturale e che un altro ministro, o molto peggio, un ufficio periferico strettamente dipendente dallo stesso ministero, dica il contrario e blocchi l’opera. Di queste situazioni in Italia negli ultimi 30 anni ce ne sono circa 350, per un ammontare di 90 miliardi di euro già assegnati.

Lavori fermi, imprese fallite, dipendenti licenziati. E nessuno fa nulla e tanti comuni italiani nel 2021 stanno impegnando i fondi sociali e civili del Covid arrivati da Roma per asfaltare strade o rifare le facciate di palazzi o sistemare le statue di un giardino dimenticato da mezzo secolo.

 

Il recente dato Istat sulla reale situazione degli occupati e disoccupati, dei senza lavoro alla ricerca e di chi non lo cerca, e degli studenti sempre studenti spiega come la fascia degli occupati pubblici non abbia perso ne lavoro ne reddito.

Risulta infatti, dai dati di bilancio del ministero del Tesoro anno 2020, che è aumentata la spesa globale nazionale e nelle singole regioni soprattutto al sud Italia e, contestualmente nelle stesse Regioni e province, effettivamente il numero di senza lavoro, senza reddito, senza prebende nei diversi settori privati sono fortemente aumentati.

Per non parlare del rapporto spesa “reddito di cittadinanza e navigators” 2019-2020 e del risultati inesistenti che segnano un fallimento del 95-96% con migliaia di casi di redditi assegnati a chi non ne aveva il diritto e oggi è impossibile recuperare quei fondi. Forse anche per questo che l’Europa ha picchiato duro su riforme, vincoli di spesa, controlli, gestione verifiche, acconti su acconti in modo da stoppare in qualunque momento le consegne dei miliardi.
E, attenzione ciliegina amara sulla grande torta dei fondi Next Generation UE , nessuno parla, neanche all’interno del governo Draghi, della questione imposte, tasse, fisco da dover implementare in Italia entro questa estate (estate 2021!) per rispondere al “fabbisogno” delle Casse dell’Europa a garanzia dei prestiti mondiali che l’Europa si accinge a chiedere per portare a casa i 750 miliardi di euro da ridistribuire ai paesi europei nei prossimi 6 anni.
Ricordo che 192 di questi sono per l’Italia (fra prestiti e sussidi), contro i 40 della Germania e i 70 di Francia all’incirca (solo prestiti). Dal totale assegnato all’Italia, noi italiani dovremo tirare fuori circa 20 miliardi in più di quelli che stiamo già dando all’Europa. Una specie di patrimoniale europea, non è vero?

 

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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