Capodanno e vino, i consigli di Enoteca Italiana

Capodanno e vino, i consigli di Enoteca Italiana

By Redazione


E (quasi) tempo di Capodanno, momento chiave per il vino italiano. Tuttavia, non è sempre facile scegliere bene, specie se le possibilità sono molte e la situazione richiede
economia,

In aiuto degli indecisi, ecco i consigli di Salvatore de Lio, manager di Enoteca Italiana:

    

  • Per prima cosa, preferire le bollicine italiane, dal valido rapporto qualità-prezzo

  • Inoltre, è bene iniziare con uno Spumante, la cui scelta ricade in tre grandi gruppi.

Al primo posto, i classici Franciacorta o Trento DOC, validi durante tutto il pasto.

Oppure, i prodotti dell’Oltrepò Pavese, dal prezzo conveniente.

Ancora, il Prosecco, unico spumante nostrano ad entrare nella top ten italiana dei più venduti.

 

Durante il cenone, bisogna poi scegliere in base a quello che si mette in tavola   

  • Ai tortellini è meglio abbinare un vino bianco, oppure un Bonarda od un Lambrusco d’Emilia.

  • Con sughi di carne o piatti di cacciagione, la scelta è ampia, dal Nebbiolo al Negroamaro al Montepulciano d’Abruzzo. Di base, deve però essere un vino fresco
    e giovane, di gradazione media.

  • Un primo di pesce si lega bene col Fiano di Avellino, un Roero Arneis piemontese, un Soave Superiore, del Veneto.

  • Secondi di carne leggeri (arrosti di anatra o faraona) si accompagnano al Chianti Classico DOCG, un Sagrantino di Montefalco, al massimo un Bolgheri

  • Secondi di carne pesanti (capriolo o cinghiale) necessitano di vini strutturati, con tannini decisi, per il palato: Barolo, Brunello di Montalcino, Amarone della
    Valpolicella

  • Il bollito, carni rosse o bianche, spinge verso un rosso vivace, capace di “pulire” la bocca senza rovinarne il sapore. Ecco allora Barbera o Lambrusco.

  • Per gli amanti dei crostacei, spesso bolliti, la scelta ideale è il Traimer aromatico dell’Alto Adige, detto Gewürztraminer: colore giallo paglierino, profumo
    di note di rosa.

  • Per molti, Capodanno uguale stoccafisso, spesso preparato con sugo di pomodoro, cipolla, capperi ed olive. In questo caso, via libera ai Rosati: in primis Castel del Monte,
    unico Rosato d’Italia, poi Montepulciano, Negroamaro, Uva di Troia.

 

Discorso simile per i dolci:    

  • I dolci del nord, come panettone e pandoro, si legano bene ad Asti e Moscato D’Asti. Oppure, per avere un’alternativa, ecco il Moscadello di Montalcino.

  • Panforte e Ricciarelli vanno a braccetto con un buono delle loro parti, il Vin Santo di Toscana. O, se si cerca altro, il Marsala di Sicilia o la Vernaccia di Sardegna.

  • Questione torta classica. Se è alla crema, disco verde per il Moscato di Pantelleria e di Noto, la Malvasia delle Lipari o lo Sciacchetrà delle Cinque Terre.
    Se invece è al cioccolato, è più che valido il Recioto della Valpolicella, Veneto, o il Picolit, del Friuli. Sempre parlando di cioccolato, nota di merito per il Barolo
    Chinato, l’Aleatico, il Refrontolo passito.

Matteo Clerici

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