Capodanno e vino, i consigli di Enoteca Italiana
27 Dicembre 2012
E (quasi) tempo di Capodanno, momento chiave per il vino italiano. Tuttavia, non è sempre facile scegliere bene, specie se le possibilità sono molte e la situazione richiede
economia,
In aiuto degli indecisi, ecco i consigli di Salvatore de Lio, manager di Enoteca Italiana:
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Per prima cosa, preferire le bollicine italiane, dal valido rapporto qualità-prezzo
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Inoltre, è bene iniziare con uno Spumante, la cui scelta ricade in tre grandi gruppi.
Al primo posto, i classici Franciacorta o Trento DOC, validi durante tutto il pasto.
Oppure, i prodotti dell’Oltrepò Pavese, dal prezzo conveniente.
Ancora, il Prosecco, unico spumante nostrano ad entrare nella top ten italiana dei più venduti.
Durante il cenone, bisogna poi scegliere in base a quello che si mette in tavola
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Ai tortellini è meglio abbinare un vino bianco, oppure un Bonarda od un Lambrusco d’Emilia.
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Con sughi di carne o piatti di cacciagione, la scelta è ampia, dal Nebbiolo al Negroamaro al Montepulciano d’Abruzzo. Di base, deve però essere un vino fresco
e giovane, di gradazione media. -
Un primo di pesce si lega bene col Fiano di Avellino, un Roero Arneis piemontese, un Soave Superiore, del Veneto.
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Secondi di carne leggeri (arrosti di anatra o faraona) si accompagnano al Chianti Classico DOCG, un Sagrantino di Montefalco, al massimo un Bolgheri
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Secondi di carne pesanti (capriolo o cinghiale) necessitano di vini strutturati, con tannini decisi, per il palato: Barolo, Brunello di Montalcino, Amarone della
Valpolicella -
Il bollito, carni rosse o bianche, spinge verso un rosso vivace, capace di “pulire” la bocca senza rovinarne il sapore. Ecco allora Barbera o Lambrusco.
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Per gli amanti dei crostacei, spesso bolliti, la scelta ideale è il Traimer aromatico dell’Alto Adige, detto Gewürztraminer: colore giallo paglierino, profumo
di note di rosa. -
Per molti, Capodanno uguale stoccafisso, spesso preparato con sugo di pomodoro, cipolla, capperi ed olive. In questo caso, via libera ai Rosati: in primis Castel del Monte,
unico Rosato d’Italia, poi Montepulciano, Negroamaro, Uva di Troia.
Discorso simile per i dolci:
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I dolci del nord, come panettone e pandoro, si legano bene ad Asti e Moscato D’Asti. Oppure, per avere un’alternativa, ecco il Moscadello di Montalcino.
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Panforte e Ricciarelli vanno a braccetto con un buono delle loro parti, il Vin Santo di Toscana. O, se si cerca altro, il Marsala di Sicilia o la Vernaccia di Sardegna.
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Questione torta classica. Se è alla crema, disco verde per il Moscato di Pantelleria e di Noto, la Malvasia delle Lipari o lo Sciacchetrà delle Cinque Terre.
Se invece è al cioccolato, è più che valido il Recioto della Valpolicella, Veneto, o il Picolit, del Friuli. Sempre parlando di cioccolato, nota di merito per il Barolo
Chinato, l’Aleatico, il Refrontolo passito.
Matteo Clerici





