Natale, un menu low cost: meno di 15 Euro a testa

Natale, un menu low cost: meno di 15 Euro a testa

By Redazione

Unire piacere della Cena di Natale con il gusto del risparmio. Non è impossibile, ma richiede tempistica, capacità di scelta ed (ovviamente) qualche sacrificio, se non pesante.

Lo dice l’Unc, Unione nazionale consumatori: tramite inchiesta sul campo,
una sua inviata ha mostrato come creare un pasto con prodotti di buona qualità (anche se low cost) spendendo meno di 15 Euro.

Come riassume il segretario generale Dona, “E’ possibile acquistare tutti gli ingredienti per il classico cenone di Natale. Secondo la nostra inchiesta, infatti, comprando il pesce, le verdure,
la frutta secca, il pandoro e tutto ciò che fa parte della tradizione al discount si spendono circa 14 euro a persona”.

Dall’azione sul campo, condotta a Roma e zone vicine, è così emerso una serie di regole, utili in tutta Italia.

  • Scegliere la giusta tempistica. Evitare di ridursi all’ultimo, specialmente per i beni a lunga conservazione, come pasta e vino.

  • Attenti a dove si compra. Se al discount è possibile coniugare buona qualità e prezzi ridotti (risparmio fino al 40%) al supermercato la spesa aumenta del 31,32%,
    all’ipermercato del 39,51% ed al negozio al dettaglio fino al 44%.

  • Occhio a prezzi ed offerte. Non bisogna buttarsi sul primo prodotto che si vede, ma avere diverse opzioni di spesa: in questo modo si può spendere bene, evitando di farsi
    prendere per la gola E magari, avere qualcosa da parte per la propria pietanza principe. Così facendo, si può risparmiare fino al 35%.

  • Conoscere i commensali, selezionare il menu. Inutile fare il pesce, se qualcuno sta male solo ad annusarlo. Sbagliato preparare molta carne se i presenti sono vegetariani. Piatti
    tagliati sui gusti dei presenti portano ad un taglio dei costi fino al 35%

  • Il troppo costa e non serve. Anche volendo, non si può mangiare più di tanto: 2,5 chili a persona sono già più che abbondanti. Evitare di buttare il cibo
    nella spazzatura, oltre ad essere etico, porta ad un risparmio del 10

  • Risparmiare e creare: il cibo avanzato non va buttato: con quello che resta si possono creare menu interessanti e gradevoli. Tale originalità, premia con un risparmio del 15%.

  • Leggi le scadenze. Inutile comprare cibo in eccesso, inutile lasciarlo scadere sullo scaffale. Quando si osservano i potenziali acquisti, trovare la data di scadenza e tenerla in
    considerazione, evitando ad esempio quelli con data di scadenza vicina. Semplici operazioni, che portano ad un risparmio del 10%.

  • Meno energia, più soldi. Non tenere le luci accese quando si è in un’altra stanza. Non accendere i fornelli a lungo, quando basta una breve “focata”. Così
    facendo, si risparmia il 10%.

  • Si a cibi italiani e di stagione. Le lenticchie vanno bene quanto l’ananas, lo zampone nostrano è buono quanto lo storione. Scegliere gli alimenti nostrani e del periodo non è
    solo patriottico ma fa risparmiare il 10%.

  • No piatti e bicchieri di carta, si raccolta differenziata. I piatti e bicchieri di carta fanno tanto “festa giovanile”, ma si sprecano subito. Quando poi si butta, non si deve
    mettere tutto assieme, ma seguire le regole della raccolta differenziata. Risultato, ancora un risparmio del 10%.

Infine, per scegliere bene, Unc offre una tabella riassuntiva, con prezzi e quantità degli
alimenti scelti.

Matteo Clerici

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