Broccoli: cottura e probiotici potenziano la loro azione anticancro

Broccoli: cottura e probiotici potenziano la loro azione anticancro

I broccoli sono alimenti utili contro il cancro. Tuttavia, se tale verdura viene trattata con la cottura corretta ed accoppiata ad altri alimenti, vede aumentare l’effetto anticancerogeno.

Questo la conclusione di una ricerca dell’University of Illinois (sezione dipartimento di Food Science and Human Nutrition) diretta dalla dottoressa Elizabeth Jeffery e pubblicata su “Human
Nutrition”.

La squadra diretta dalla dottoressa Jeffrey ha condotto test con topi da laboratorio. Prima agli animali è stata somministrata glucorafanina (elemento presente nei broccoli).

Poi, le stesse creature hanno subito prelievi di sangue che hanno evidenziato come la flora batterica (in primis l’enzima mirosinasi, presente anche nell’uomo) idrolizzasse la glucorafanina e
diventasse sulforafano biodisponibile.
Tale elemento è un potente anticancerogeno ottenibile tramite alimentazione, inserito nella lista dei più efficaci 40 nemici dei tumori dal National Cancer Institute Usa, che lo
ritiene elemento utile per le future terapie oncologiche.

Chiarisce la Jeffrey: “Funziona coadiuvando l’azione di una serie di enzimi presenti nell’intestino che inibiscono le sostanze carcinogene ingerite col cibo o comunque provenienti dall’ambiente
esterno”. Inoltre, continua la dottoressa, il sulforafano è abbondante nei broccoli: consumandone una buona quantità (3-5 porzioni a settimana) si ottiene “Un effetto anticancro
misurabile sperimentalmente”.

Tuttavia, l’esperimento ha evidenziato anche dati negativi. In particolare, il sulforafano è legato con un legame zolfo-zolfo ad un molecola di zucchero: quando tale relazione si spezza,
si accende la “epithiospecifier proteine”, sorta di proteina acchiappa-zolfo che inattiva il sulforafano.

Contro tale problema, i ricercatori dell’Illinois offrono due soluzioni, facili e pratiche.

In primis, il metodo di preparazione. Durante la cottura, i broccoli devono essere scaldati, ma non in maniera eccessiva: agendo così il sulforafano diventa disponibile senza
deteriorarsi.

Per la Jeffrey, i test svolti hanno provato “Che il sulforafano ha il massimo effetto quando viene scaldato per 10 minuti a 60 gradi. Ai consumatori, che non possono certo cuocere i cibi ad una
temperatura così bassa, suggeriamo di cuocerli a vapore ma solo per 3 o 4 minuti”.

Secondo, l’abbinamento. La studiosa consiglia di accoppiare i broccoli con probiotici, in grado di stimolare la flora batterica. La capo-ricercatrice si spinge ad ipotizzare un piatto unico
formato da broccoli insieme a yogurt o salse di yogurt. Per quanto il sapore possa essere bizzarro, è sempre meglio del cancro.

FONTE: Lai Ren-Hau, Miller M, Jeffery E. Glucoraphanin hydrolysis by microbiota in the rat cecum results in sulforaphane absorption. Food & Function 2010; DOI:10.1039/C0FO00110D.

Matteo Clerici

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