Basilicata: aziende agrozootecniche a Bernalda, Metaponto, Irsina, Calciano… e coronavirus

Basilicata: aziende agrozootecniche a Bernalda, Metaponto, Irsina, Calciano… e coronavirus

Da Bernalda, Metaponto, Irsina, Calciano…
Storie Lucane al tempo di Coronavirus

 

1.4.2020

Viaggio in Basilicata – le aziende agrozootecniche tra crisi corona virus e siccità

Giovanni Mercadante

 

Azienda agrozootecnica Squicciarini (Irsina)

Azienda agrozootecnica Squicciarini (Irsina)

Quest’anno è una guerra titanica contro le avversità della natura: la siccità dall’ottobre scorso con scarse precipitazioni atmosferiche; la gelata nelle scorse settimane con una inattesa caduta di neve mercoledì mattina 1 aprile 2020 mentre sono germogliati tutti gli alberi da frutta; e infine la crisi dell’epidemia del corona virus che ha indebolito tutto il sistema produttivo.
E’ un fronte di guerra contro nemici invisibili che stanno rendendo difficile l’economia territoriale e nazionale.

Il grido di dolore degli agricoltori e degli allevatori è corale. Famiglie in lacrime. Investimenti andati in malora, con raccolti che non ci saranno nella prossima stagione. Per il grano ormai non c’è più speranza. Siamo già a primavera e i campi presentano una peluria di verde, non una vegetazione folta a dimostrare che le piante sono in forte sviluppo.

Luciano Dichio, imprenditore agricolo nella piana di Serra Marina in agro di Bernalda (Matera) è fortemente demoralizzato, mentre assiste impotente davanti a queste calamità naturali che si stanno accanendo contro l’Italia. Di fronte alle domande del giornalista avverte un senso di disarmante vulnerabilità. Un’azienda storica con 50 ettari di terreni tutti coltivati a uva da tavola e ortaggi (insalata, cavolfiori, finocchi, fragole).
Si sente fiaccato; è rassegnato. La sua clientela è fatta di grossisti commercianti del napoletano.
Con un organico che raggiunge circa 10-20 operai in piena stagione, in queste settimane è solo. Probabilmente la siccità – dichiara Luciano Dichio – poteva essere un problema minore, ma l’epidemia del corona virus è andato ben oltre le mie possibilità. Si è fermato il mondo.

Castello di Bernalda

Il contributo di € 600,- da parte del Governo nazionale? E’ una umiliazione per me, di fronte a perdite considerevoli. Quella somma la possono dirottare a qualche altra persona che non ha reddito, a chi non ha lavoro. Le aziende hanno bisogno di somme ben più consistenti. La mia produzione di ortaggi è qui nei campi – continua L. Dichio: finocchi, fragole. I prodotti si stanno perdendo. Anzi, propongo a chi è interessato a venire a raccoglierli; tanto si perderanno. I miei clienti non verranno più perché hanno annullato tutti i loro ordinativi.

Tavole palatine di Metaponto Foto Wikipedia

Dalla piana di Metaponto, definita la California del Sud, ci spostiamo nell’entroterra, ad Irsina, a nord di Matera, dove l’azienda zootecnica Squicciarini di Altamura, conduce un allevamento di circa 1200 animali; sono vacche Frisone, di cui 450 capi sono in un periodo di lattazione.

L’azienda – dichiara Nick Squicciarini il giovane figlio di Antonio – si estende su una superficie di circa 300 ettari, in contrada Bradano, con un organico di circa 10 dipendenti. Un’azienda di famiglia ereditata, attiva da circa 40 anni, e oggi portata a regime. Tutto il latte prodotto viene commercializzato, conferendolo all’altra azienda di famiglia Latte Rugiada di Matera presente sul mercato dal 1999 che serve tutto il mercato regionale: costa jonica, Altamura, Laterza, supermercati, bar, pasticcerie con latte e prodotti derivati. L’azienda è a conduzione familiare in cui operano il padre e due figli. Purtroppo – afferma N. Squicciarini – il problema dell’emergenza corona virus ci ha messo in serie difficoltà logistiche. Stiamo producendo con enormi difficoltà tra divieti e norme stringenti emanate dal governo centrale per questa epidemia. Ovviamente – conclude N. Squicciarini – il volume d’affari si è notevolmente ridotto.

 

Veduta di Irsina

Un altro allevatore è Antonio Vaccaro, con un’azienda a Calciano in provincia di Matera; un piccolo borgo vicino a Tricarico, sulla Basentana. Originario di Brindisi di Montagna (Potenza), ha acquistato l’azienda circa 4 anni fa. Ha fatto questo investimento per non disperdere le esperienze e le conoscenze tecniche di famiglia. La sua produzione è incentrata sull’allevamento di mucche podoliche; ha una macelleria di famiglia a Potenza che porta il nome della contrada su cui opera l’azienda: S. Domenica.

Calciano (Matera)

L’azienda è alla terza generazione; il nonno omonimo, scomparso circa due anni fa all’età di 89 anni, ha passato il testimone a lui e al suo papà Giovanni Battista, i quali orgogliosamente affermano che hanno raggiunto il traguardo di 50 anni di attività.
Tuttavia, poiché la vita riserva sempre delle sorprese con alti e bassi, anche se l’attività primaria resta l’allevamento, non nasconde che cura un altro settore: quello dell’edilizia. Una piccola impresa con lavori edili nell’entroterra potentino e in altre aree dove c’è la possibilità di sviluppare dei progetti.
L’azienda zootecnica è a conduzione familiare; tutto il personale è costituito da marito, moglie e figli.
Purtroppo – dichiara Antonio Vaccaro – l’epidemia del corona virus ha messo fuori uso l’economia reale. La gente non esce di casa; la macelleria ha subito una notevole riduzione di richieste. Gli animali li abbiamo messi a basso regime di produzione e non li portiamo al pascolo. Insomma, conclude, siamo messi molto male. Confidiamo in una ripresa a breve termine.

 

Giovanni Mercadante
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Giovanni Mercadante

Giornalista freelance, studioso di storia e araldica, interprete traduttore di tre lingue, esperto di ricerche di mercato e know-how tecnologico.

Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

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