Artic Apple: negli USA, la mela OGM che non annerisce

Artic Apple: negli USA, la mela OGM che non annerisce

Ancora un pomo della discordia. Questa volta non si tratta (come nell’Iliade) di scegliere la dea più bella, ma di capire la natura di una mela OGM: per alcuni consumatori è utile
innovazione, per altri un abominio pericoloso.

Il frutto in questione si chiama Artic Apple, e viene prodotta dalla Okanagan Specialty Fruits; sua caratteristica base, l’incapacità di annerire. Le modifiche genetiche fanno si che,
quando la mela viene affettata, la polpa non diventi più scura: merito di gene sintetico che riduce drasticamente la produzione di ossidasi di polifenolo, l’enzima responsabile del
processo.

La mela vanta un’altra particolarità. Negli USA, i cibi OGM sono in circolazione da molti anni, ma Artic Apple sarebbe il primo OGM da consumare direttamente, senza cioè bisogno
di processi come cottura e macinazione.

Il Governo ha già dato il suo assenso: a breve, il Ministero dell’Agricoltura aprirà un periodo di 60 giorni, dove il pubblico potrà presentare contestazioni o proteste,
anche se gli esperti di Washington non prevedono particolari problemi.

Tuttavia, come spiega il New York Times, la questione
è lungi dall’essere risolta.

Secondo un recente sondaggio, il 60% dei consumatori USA concorda con Neal Carter, titolare della Okanagan: gli americani vogliono mangiare frutta, ma sono pigri.

Come spiega il titolare dell’azienda, il consumo di frutta è in netta diminuzione: se negli Anni Ottanta il cittadino USA medio consumava 10 chili di mele l’anno, oggi ne consuma meno di
8. La soluzione sta nel fornire la “pappa pronta”: mele a fette, più pratiche e di dimensioni minori della mela intera, spesso scartata. Questa non è un’idea nuova: le mele a
fette sono snack comune, ma vengono trattate con limoni ed altri condimenti che, necessari contro il decadimento.

Così, conclude Carter, Artic Apple raggiunge entrambi gli obiettivi, essendo mela a fette che non anneriscono naturalmente, poiché fornite di un gene altre specie di mele.

E quando poi arriverà nei negozi, la mela OGM sarà disponibile in due varietà classiche Golden Delicious e Granny Smith.

I contrari non sono però pronti a gettare la spugna.

Tra i più decisi Northwest Horticultural Council dello Stato di Washington, che per bocca del presidente Christian Schlecht, dà voce ai dubbi dei suoi membri, che temono che Artic
Apple faccia perdere alle mele uno dei loro punti di forza, l’immagine di frutti sani, naturali e “senza trucchi”.

In sintesi, “Non è nel miglior interesse dell’industria delle mele degli Usa avere questo tipo di prodotto sul mercato in questo momento”.

Invece, Lucy Farrat sostiene il punto di vista dei consumatori. La donna è coordinatrice di una gruppo anti OGM del Canada, dove il 70% dei cittadini non vuole la legalizzazione della
mela. Secondo la donna, l’aspetto sempre fresco del frutto è un danno per chi lo compra: “Visto che non scurisce, se una mela è marcia continuerà a sembrare fresca?”.

Da non trascurare l’opinione dei produttori biologici, nemici di Artic Apple poiché ritengono che, una volta entrata sul mercato, la mela diffonderà i suoi geni attraverso
l’impollinazione

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento