USA. Si all’agricoltura OGM nella finanziaria, ma non mancano azioni legali

USA. Si all’agricoltura OGM nella finanziaria, ma non mancano azioni legali

Negli USA, la situazione OGM è paradossale, un intrico di normative e battaglie legale.

Di base gli OGM sono inseriti nella finanziaria 2013 e trattati come procedure normale. Basta così l’approvazione dell’USDA (Il Dipartimento di Stato che si occupa dell’agricoltura),
senza bisogno di ulteriori controlli particolari.

Unica eccezione, quando si sollevano dubbi sugli effetti della coltivazione: in questo caso, è probabile che un tribunale ordini la sospensione delle attività ed esami ulteriori.
Nel mentre, però, l’agricoltore può tranquillamente vendere i suoi prodotti geneticamente modificati e compiere le procedure di cura e mantenimento.

Come spiegano gli esperti, si è di fronte ad un’inversione di rotta totale. Fino ad oggi, le culture in dubbio erano sospese fino a prove concrete della loro non pericolosità:
ora, il procedimento è invertito, ed è quindi necessario dimostrare effetti nocivi su uomo ed ambiente.

Così, la contesa si sposta sul campo delle procedure politiche. Ad oggi, la finanziaria è stata votata dal Committee on Appropriations, gruppo di saggi della Camera dei
rappresentanti del governo, avente il compito di verificare i fondi e di allocarli ai vari settori. Così, il prossimo passo è l’approvazione dell’intera Camera, diventata terreno
di scontro tra due diverse fazioni.

I contrari sono un gruppo eterogeneo, con protagonisti come Center for Food Safety, organizzazione anti-OGM, con un lungo curriculum di battaglie legali contro i produttori, in primis
Monsanto.

Assieme agli ambientalisti, il Center ha scritto una lettera aperta, indirizzata ai politici americani, criticando quella che viene definita “Norma proteggi Monsanto”. Secondo il testo, il
provvedimento ha diversi aspetti critici: troppo spazio per le industrie, le museruole al controllo giudiziario, la perdita di potere del Dipartimento dell’agricoltura. In sintesi, secondo gli
autori della missiva, la norma sarebbe il grimaldello che darebbe ai produttori di OGM un potere difficilmente contrastabile.

E poi i favorevoli: le aziende biotech, capeggiate dalla famosa/famigerata Monsanto. Insieme a loro, alleati inattesi, come “comuni” agricoltori che da tempo hanno investito grandi somme (ed
impiegato imponenti porzioni di terreno) a coltivazioni geneticamente modificate. Nel caso la norma passasse, potrebbero lavorare senza la spada di Damocle dell’autorità giudiziaria.

Matteo Clerici

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