Agroalimentare: Abruzzo, Legislazione Regionale nel primo trimestre 2012

Nel primo trimestre del 2012 gli enti autarchici territoriali (regioni e province autonome) hanno legiferato nelle materie – d’interesse immediato o indiretto per il settore agroalimentare – di
seguito indicate (in parentesi il numero della legge regionale o provinciale o del decreto del Presidente della Giunta regionale).
  

ABRUZZO
– Acque minerali e termali (Abruzzo 37/2011)
– Legge comunitaria regionale (Abruzzo, 44/2011)
– Produzioni agricole: qualità e tracciabilità (Abruzzo, 6/2012)

Legge regionale n. 37 dello 08.11.2011: Modifica alla L. R. 10 luglio 2002, n. 15: Disciplina delle acque minerali e termali.

    La modifica alla legge regionale n. 15/2002 è volta a sostenere le amministrazioni locali nei cui territori ricade l’attività del concessionario addetto
all’imbottigliamento e alla commercializzazione delle acque minerali e termali.
    A tal fine si consente di destinare il dieci per cento del canone pagato dai concessionari all’amministrazione comunale nella quale è sita la concessione.
    Il riparto e effettuato con specifico provvedimento della Giunta regionale.   

Legge regionale n. 44 del 29.12.2011: Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione Abruzzo derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Attuazione delle
direttive 2008/98/CE, 91/676/CE, 1999/105/CE, 2008/50/CE, 2007/2/CE, 2006/123/CE e del Regolamento (CE) 1107/2009. (Legge Comunitaria regionale 2011).

Il provvedimento consta di 130 articoli.
La legge 44 si propone l’obiettivo di armonizzare l’ordinamento regionale con il diritto dell’Unione europea su quattro aree tematiche: ambiente, agricoltura, turismo e tutela della salute.

Legge regionale n. 6 del 13.01.2012: Interventi per il sostegno della qualità e della tracciabilità delle produzioni agricole della Regione Abruzzo

Nell’ambito delle proprie competenze in materia di produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, zootecnici e silvo-pastorali e di promozione e valorizzazione
degli stessi, la Regione promuove iniziative di qualificazione, commercializzazione e di immagine di prodotti agricoli e agro-alimentari che garantiscono, sotto il profilo qualitativo, una
maggiore tutela dei consumatori.
La Regione sostiene ed incentiva la qualità e la tracciabilità ed i relativi sistemi di certificazione, i sistemi di qualificazione e visibilità delle produzioni
agroalimentari abruzzesi mediante la concessione di un marchio comunitario collettivo al fine di:
a) garantire ai consumatori finali le informazioni sull’origine delle materie prime, sulle
caratteristiche qualitative possedute dai prodotti e sull’identità degli operatori;
b) favorire la formazione degli imprenditori agricoli e la competitività delle imprese del settore;
c) favorire l’eventuale accesso ai marchi comunitari delle citate produzioni e lo
sviluppo dell’associazionismo.
Per prodotti di qualità si intendono i prodotti riportati nell’Accordo di Nizza (Classificazione Internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi) alle
classificazioni 29-30-31-32-33-43, prodotti nel territorio regionale, che posseggono caratteristiche qualitative “distintive” più restrittive rispetto a quelle imposte dalla normativa
vigente per prodotti della stessa categoria, oggettivamente “misurabili” e “verificabili” e gestiti attraverso un disciplinare di produzione.
Entro tre mesi dalla pubblicazione della legge regionale la Giunta adotterà una delibera con la quale:
determina la denominazione del marchio e le sue caratteristiche ideografiche;
approva il Regolamento per l’uso del marchio che disciplina:
le modalità di concessione di uso del marchio;
le ipotesi e le modalità di applicazione della sospensione, decadenza e revoca della concessione del marchio, comprese le eventuali sanzioni.

    La Classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi è stata istituita in virtù di un accordo raggiunto alla
Conferenza diplomatica di Nizza il 15 giugno 1957, riveduto a Stoccolma nel 1967 e a Ginevra nel 1977, e modificato nel 1979. I paesi membri dell’Accordo di Nizza sono costituiti in forma di
unione particolare nel quadro dell’Unione di Parigi per la protezione della proprietà industriale. Per la registrazione dei marchi essi hanno adottato e applicano la classificazione di
Nizza. Ogni paese membro dell’Accordo di Nizza è tenuto, per le registrazioni dei marchi, ad applicare la classificazione di Nizza, sia a titolo principale, sia a titolo ausiliario, e
indicare nei documenti e nelle pubblicazioni ufficiali delle proprie registrazioni il numero delle classi della classificazione alle quali appartengono i prodotti ed i servizi per i quali i
marchi sono registrati.
Classe 29 Carne, pesce, pollame e selvaggina; estratti di carne; frutta e ortaggi conservati, congelati, essiccati e cotti; gelatine, marmellate, composte; uova, latte e prodotti derivati dal
latte; oli e grassi commestibili.
Classe 30 Caffè, tè, cacao, zucchero, riso, tapioca, sago, succedanei del caffè; farine e preparati fatti di cereali, pane, pasticceria e confetteria, gelati; miele, sciroppo
di melassa; lievito, polvere per fare lievitare; sale, senape; aceto, salse (condimenti); spezie; ghiaccio.
Classe 31 Prodotti agricoli, orticoli, forestali e granaglie, non compresi in altre classi; animali vivi; frutta e ortaggi freschi; sementi, piante e fiori naturali; alimenti per gli animali;
malto.
Classe 32 Birre; acque minerali e gassose e altre bevande analcoliche; bevande di frutta e succhi di frutta; sciroppi e altri preparati per fare bevande.
Classe 33 Bevande alcoliche (eccetto le birre). Servizi di ristorazione (alimentazione); alloggi temporanei

 
A cura di Bruno Nobile
per Newsfood.com

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