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Welfare: sindacati soddisfatti, la sinistra punta sul parlamento

By Redazione

Il giorno dopo gli incontri informali tra Prodi ed i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, il clima è più “sereno”; lo ha affermato
Bonanni, che ha tenuto a sottolineare che il testo del protocollo deve essere riportato alla sua versione originale e che, quindi, è necessario eliminare le modifiche apportate dal
Ministro del Lavoro prima del Cdm: “Le nubi si sono rasserenate dopo l’incontro di ieri con Prodi – ha annunciato il leader di Cgil – Spero che nel governo alla fine prevalga la saggezza e il
buonsenso”. “Un accordo è un accordo e va rispettato l’equilibrio che abbiamo raggiunto. L’ombrello lo apriremo solo se piove” ha concluso Bonanni, riferendosi alla possibilità di
indire lo sciopero.

Intanto ieri, a seguito dell’incontro con il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, il ministro Damiano aveva sottolineato che il governo non farà marcia indietro, ma che
è stata semplicemente avviata”una fase prevista di verifica tecnica del testo del protocollo con le parti che lo hanno sottoscritto”: “Stiamo facendo una messa a punto relativa al
protocollo in disegno di legge e abbiamo confermato alle parti sociali la nostra intenzione di applicare interamente il testo del 23 luglio rispettandone spirito e contenuti”, ha spiegato il
ministro del lavoro, annunciando che “l’avvio della verifica è stato assolutamente positivo”.

Ma nelle file della maggioranza non si placano le polemiche e la sinistra spinge perché vengano modificati i punti del Protocollo relativi alla precarietà ed ai lavori usuranti:
“Sul protocollo il governo non faccia passi da gambero – ha tuonato il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio – L’agenda del governo non può essere dettata da Montezemolo”.
“Da parte loro – ha esortato Sgobio – i sindacati ascoltino il grido di sofferenza che proviene dai lavoratori: l’82% dei ‘sì’ al referendum, infatti, esprime disagio quanto il 18% dei
‘no’ e certamente non si opporrebbe a migliorare il protocollo”.
“Non mi risultano nuovi passaggi del pacchetto Welfare in Consiglio dei ministri – gli ha fatto eco il Ministro dei trasporti Alessandro Bianchi – Non vedo nuovi passaggi e non ho alcun sentore
di ripensamenti in Cdm”.

L’ala più a sinistra dell’Unione, infatti, punta sul Parlamento affinché, durante l’esame del Protocollo, approvi le modifiche e ne apporti di nuove: “Noi vogliamo che vengano
modificati alcuni punti sulla precarietà e sui requisiti per andare in pensione per i lavoratori usuranti. Si tratta di questioni di giustizia sociale e il Parlamento è sovrano”,
ha affermato il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera, Gennaro Migliore.
Anche il capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, ha ribadito l’esigenza di “trovare una soluzione” per “quei milioni di cittadini, in particolare giovani, che hanno un lavoro precario e una vita
precaria”: “Siamo convinti, che grazie anche al ruolo del governo, troveremo una soluzione in Parlamento, come del resto indicato dal Cdm”, ha concluso Bonelli.

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