Nei sindacati e nell'esecutivo tutti soddisfatti, tranne Fiom e Rifondazione

Roma – Mentre si aspetta la conferenza stampa di domani in cui i Segretari Generali di Cgil Cisl Uil Epifani, Bonanni, Angeletti illustreranno approfonditamente i risultati delle
consultazioni sul welfare, le discussioni continuano.

Dai dati raccolti dopo la chiusura delle urne, si apprende che hanno espresso il loro parere più di 5 mila lavoratori: i sì hanno raggiunto una percentuale compresa tra il 70 e
l’80%, mentre hanno detto no più che altro i lavoratori delle grandi fabbriche (come Mirafiori ed Iveco) ed i precari.
Le reazioni al risultato sono state molteplici. Si va dalla soddisfazione di Cgil Cisl e Uil, all’apprezzamento del Ministro Damiano per arrivare alle critiche della Fiom e di Rifondazione
comunista.
Secondo Giorgio Cremaschi, segretario nazionale del sindacato dei metalmeccanici, il dato diffuso è “privo di qualsiasi credibilità reale” a causa di irregolarità nelle
operazioni di voto e del meccanismo dei conteggi: “Inviterei la politica e i commentatori ad aspettare prima di dare giudizi e di non correre dietro all’eccesso di solerzia di alcuni
funzionari” ha sollecitato Cremaschi, aggiungendo che i risultati sono stati ottenuti “sommando i voti unicamente di aziende dove ha vinto il sì. Mancano tutte le aziende dove già
si sa che ha vinto il no”.
E’ sul piede di guerra anche Rifondazione Comunista, che ribadisce che il protocollo non può essere approvato senza modifiche: il segretario del partito, Franco Giordano, ha osservato
che il “malessere” riscontrato tra i metalmeccanici non può essere ignorato e che voterà contro al Cdm.
La cosa, comunque, non sembra sfiorare il Presidente del Consiglio, che ha definito i risultati delle consultazioni “molto, molto buoni”: “Se i dati vengono confermati – ha osservato Prodi –
sono dati molto, molto buoni che incoraggiano fortemente la decisione presa a luglio. Ed è un appoggio forte alla politica del governo”. In merito al voto contrario di Rifondazione al
Consiglio dei ministri, invece, il professore ha sottolineato che non sempre serve l’unanimità: “Io la chiedo e la cerco sempre, ma non è necessario che il Consiglio dei ministri
approvi sempre all’unanimità – ha dichiarato – Ci possono essere, in alcuni casi, opinioni divergenti.

Leggi Anche
Scrivi un commento