Welfare: l'85% dei lavoratori del settore agroalimentare ha votato sì

Roma – L’accordo sul welfare del 23 luglio 2007 è stato approvato da circa l’85% dei lavoratori del settore agro-alimentare, con una sostanziale omogeneità nelle regioni
del nord e in quelle del centro e del sud del paese, nelle aziende agricole e nei maggiori gruppi industriali”, ne da notizia il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza, sulla
base dei risultati pervenuti da tutte le province italiane.

“Tra i principali gruppi industriali del settore alimentare” spiega Mantegazza “i sì sono stati il 72% in Barilla (74% nello stabilimento di Parma), il 69% alla Unilever (67% nello
stabilimento di Caivano a Napoli), il 68% alla Nestlè (72% alla Perugina di Perugia) mentre alla Ferrero di Alba il sì ha raggiunto l’83%. Ma molto più alte sono state le
percentuali di sì nelle aziende agricole”.

“Non sono mancate eccezioni, come la Fiorucci di Roma dove invece ha prevalso il no, che confermano la trasparenza e la credibilità democratica del voto” aggiunge Mantegazza “con buona
pace di quanti hanno cercato attraverso i media di offuscarne la correttezza e di conquistare consenso a danno del sindacato”.

“Il dato più importante” conclude Mantegazza “al di là del risultato, è la partecipazione di oltre 5 milioni di lavoratori alla consultazione democratica decisa e
realizzata dal sindacato confederale in meno di trenta giorni. Questa partecipazione e il risultato conseguente meritano rispetto e non possono essere distorti da arbitrarie e strumentali
interpretazioni. In un referendum i voti vanno contati, non pesati. Il si di un bracciante agricolo o di un lavoratore alimentarista vale quanto il no di un metalmeccanico. Il giudizio di chi
ha approvato il protocollo deve avere la stessa dignità e lo stesso valore del giudizio di chi lo ha respinto”.

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