Vino rosato, la Puglia prepara il 1° Concorso enologico nazionale

Vino rosato, la Puglia prepara il 1° Concorso enologico nazionale

Vino rosato, vino di serie B. Una volta il ragionamento era questo, con il vino in questione stretto tra il nobile rosso ed il frizzante bianco.

Tale complesso del parente povero viene combattuto dal “1° Concorso enologico nazionale dei vini rosati d’Italia”. La manifestazione ha radici chiare radici in Puglia: la
Regione ospita le selezioni (Bari, 20-21 aprile) e la premiazione finale (Otranto, 5 maggio).

Dietro il concorso, una squadra di supporter: tra loro, il presidente e l’assessore all’agricoltura della Puglia, Nichi Vendola e Dario Stefano, ed Antonio Calò, dell’Accademia della vie
e del vino.

Come ricordato dagli esperti, la manifestazione (ed i sostenitori) sono la parte finale di un processo a più fattori.

Il primo, il successo dei rosati d’Italia, i più venduti d‘Europa dietro ai colleghi francesi, 4,5 milioni di ettolitri contro 5,9.

Inoltre, i rosati sono in crescita anche sul territorio nazionale. Tra loro si distinge lo spumante rosè: 750 etichette, con 15.000 milioni di bottiglie charmant e 750.000
bottiglie nazionali.

Infine, il vino rosato è cardine dell’economia di quattro regioni: la Puglia, poi Veneto, Abruzzo, e Lombardia (lago di Garda).

Allora, è tempo che il rosato esca dall’ombra ed prenda il posto che gli spetta sul palcoscenico enologico. I produttori di rosati hanno tempo fino al 6 aprile per presentare domanda di
partecipazione. Una volta accettati, i vini gareggeranno in tre categorie:  vini tranqulli, frizzanti e spumanti.

Matteo Clerici

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