Orsara di Puglia: guarda al futuro grazie a Peppe Zullo, un cuoco contadino

Orsara di Puglia: guarda al futuro grazie a Peppe Zullo, un cuoco contadino

By Redazione

Chi l’avrebbe mai detto che il giovane Peppe, partito da Orsara di Puglia, un paesino sconosciuto tra i monti della Daunia, con una valigia di compensato e tanta voglia di fare fortuna, un giorno avrebbe festeggiato il suo 25° compleanno di attività con un grande mercante di utopie e un illuminato del pensiero contadino nel mondo?

Si stacca dalla sua terra ma il cordone ombelicale è più potente di un oceano.
Non ci mette molto a fare fortuna nel nuovo mondo, lavorando, lavorando, lavorando.  Il suo obiettivo è far soldi e impegnarli in un grande progetto nella terra dove è nato.
Ed intanto pietra su pietra, recuperando quelle delle case interessate dal terremoto, comincia a costruire quello che ora è un complesso strutturale unico nel suo genere: una vera e propria cattedrale nel deserto ma operativa e pronta per diventare un Campus universitario di aspiranti dottori in scienze gastronomiche, come quella di Pollenzo.

Peppe Zullo è un simbolo anche lui poichè si definisce “cuoco contadino”, diventato ristoratore e imprenditore, poi docente, partito con tanti sogni e ritornato da vincitore, alla sua terra.

Domenica 9 e lunedì 10 ottobre Orsara di Puglia ha vissuto un altro  momento di celebrità e lo stesso Sindaco  Mario Simonelli era visibilmente emozionato    a ricevere un personaggio del calibro di Carlin Petrini, ed anche Oscar Farinetti, proprio nel suo paese sperduto nell’alta Daunia.
La festa di Peppe Zullo, in occasione del sedicesimo appuntamento con la Daunia e nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, ha visto infatti anche un importante convegno in collaborazione con Slow Food e Orsara Città Slow: “Terra. Storia. Rispetto. Valori su cui si fonda il futuro dei prossimi anni del cibo italiano”. La prima parte nella suggestiva cornice di Villa Jamele e il 10 ottobre  a Piano Paradiso.

Un summit sulla  Terra come Madre da proteggere e custodire, generosa e rassicurante; un riferimento imprescindibile per la vita, un’alimentazione sana e attenta alla qualità; una fonte inesauribile di tesori, colori e sapori che non dobbiamo distruggere.
Carlin Petrini è l’alfiere di questa battaglia, contro la globalizzazione per salvaguardare i giacimenti in estinzione di saperi e sapori di ogni gente, partendo da Madre Terra, dalla cultura contadina e dalle tradizioni popolari delle genti delle varie etnie.
Se in ogni paese, territorio, ci fosse un Peppe Zullo che raccoglie le pietre delle case terremotate e ne fa un ristorante a chilometri zero, una cattedrale ipogea del vino con sopra una vigna (non una semplice cantina ma un luogo pensato come un paese vivo)…
Se ci fosse un Peppe Zullo che raccoglie i prodotti dell’orto e, prima di cucinarli, li tasta, li annusa… li ascolta e te li racconta quando te li serve nel piatto…
Se ognuno di noi guardasse la campagna come una fonte di beni primari e di emozioni uniche e i contadini come fortunati elementi di un caleidoscopio in continuo movimento dove i giorni e le stagioni cambiano gli scenari…

Quanti “Se”… ma se vogliamo ricostruire per il futuro dei nostri figli, dobbiamo rispettare il nostro passato ed i doni naturali che Madre Natura ci ha dato.

Che mondo sarà quando spariranno  gli ultimi spazzacamini, pizzicagnoli,  caldarrostai, taglialegna, carbonai, potatori, mugnai e mondine? Queste è da un pezzo che non cantano più nelle risaie, è rimasto solo il riso… Amaro!

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore Newsfood.com

 

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