Vino e salute: bene se il consumo è corretto

Il vino fa bene se assunto in forma consapevole e corretta e secondo le condizioni della persona, e può avere una valenza preventiva per la salute umana, come già ci insegnava la
sapienza contadina del passato, queste in sintesi le conclusioni del convegno “Vino e salute”, svoltosi questa mattina allo spazio Regione Piemonte nell’ambito del Salone del Vino 2007.

Con la guida del giornalista Paolo Massobrio, ne hanno discusso, di fronte a un pubblico interessato, l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco, il senatore Tomaso Zanoletti,
presidente dell’Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino, esperti, docenti e medici.

Proprio l’Osservatorio, recentemente costituito e promosso dall’Enoteca “Cavour” di Grinzane, dal Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, dal Consorzio turistico Langhe Monferrato
Roero, dall’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero e dall’Associazione Go Wine, si propone di promuovere ricerche scientifiche, iniziative di comunicazione e di sensibilizzazione in favore di una
corretta informazione sul consumo del vino.

Le relazioni tecniche nel corso del convegno hanno sottolineato come, pur essendo l’abuso di alcol sempre nocivo, occorra però distinguere tra le diverse bevande: in particolare, studi e
ricerche dimostrano come un’assunzione moderata di vino abbia effetti antiossidanti, grazie al resveratrolo, possa contribuire al controllo del diabete e del colesterolo “cattivo”, e ritardi
l’insorgenza di malattie neurologiche come l’Alzheimer.

L’utilizzo saggio e consapevole del vino – ha affermato l’assessore Taricco – è da sempre una questione importante: da sempre ci sono stati abusi e da sempre c’è stato
un consumo sano e corretto. E tra l’altro questo della moderazione e della consapevolezza è un tema fondamentale che riguarda molti alimenti. Oggi purtroppo il problema dell’alcol viene
affrontato spesso in termini di stragi del sabato sera o di incidenti stradali, un fatto ovviamente molto preoccupante su cui occorre intervenire, ma rispetto al quale il vino c’entra poco.
Alla base del cosiddetto “sballo” ricercato da molti giovani ci sono soprattutto i superalcolici, e quello che vorrei sottolineare
– ha detto ancora l’Assessore – è la
necessità di una diversa educazione e sensibilizzazione sociale e familiare. Dietro al divertimento dei fine settimana, c’è tutto un sistema e un’economia che si regge su una
modalità di consumo che punta allo “stordimento”, di cui spesso i ragazzi sono solo vittima e strumento. A questo si può far fronte con un maggio dialogo in famiglia e una diversa
educazione alimentare.

E’ un dato di approccio culturale quello che vorrei sostenere e su questo aspetto cercheremo di lavorare anche come Regione: il vino deve essere una bevanda apprezzata, consumata in modo
corretto, che dà piacere ed eleganza
.”

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