Inaugurata la sesta edizione del Salone del Vino

Torino – Il varo della sesta edizione del Salone del Vino è stato salutato dal mondo delle cantine come un’occasione unica di riflessione sui
problemi che sia a livello normativo europeo, attraverso la nuova Ocm, sia a livello commerciale mondiale i produttori di vino si trovano ad affrontare. E a giudicare dalle prime impressioni
degli operatori il panorama non è affatto sgombro da nubi.

Qui nel quartiere fieristico del Lingotto – dove il Salone del Vino va avanti fino al 29 ottobre – sono presenti in massa i produttori più qualificati dei
migliori territori italiani
e il tema dei vini da vitigni autoctoni, quindi della specificità delle produzioni e del loro legame con il
territorio
, è quello centrale.

E proprio a questo tema ha dedicato la sua attenzione l’onorevole Stefano Boco, Sottosegretario al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, nell’intervento
inaugurale del Salone del Vino. Taglio del nastro alle 12.30 come da programma con il saluto di Giada Michetti, amministratore delegato di Promotor
International, la società che organizza il Salone del Vino, che ha voluto ribadire «l’impegno ad essere partner delle cantine italiane per la crescita del vino italiano nel
mondo» e l’efficacia – dopo che Promotor International è entrata a far parte della «multinazionale delle Fiere», il gruppo francese GL events – di
«sostenere attraverso eventi fieristici di caratura internazionale una straordinaria occasione d’incontro con il mercato che si sta globalizzando».

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche l’Assessore regionale all’agricoltura del Piemonte Mino Taricco, che ha voluto sottolineare «la centralità
della produzione di vino nell’economia piemontese e la necessità di fare ogni sforzo per accompagnarla nei mercati mondiali come dimostra questa edizione del Salone del
Vino». “Noto con piacere – ha commentato l’onorevole Boco durante il suo tour inaugurale tra gli stand del Salone del Vino che rappresentano tutta l’Italia
delle cantine – che a questo Salone è stato dato il tema de “le ragioni del vino, le regioni del vino”. E’ proprio questa la sfida che ci attende. Dobbiamo – ha aggiunto il
sottosegretario – lavorare per affermare l’inscindibile legame tra vino e territorio e per questo ci stiamo battendo per modificare l’OCM vino proposta dall’Europa. Non è tollerabile
che venga cancellata la storia delle Doc e Docg che sono garanzia per il consumatore e prova dell’identità della nostra produzione. Ma dobbiamo anche sostenere le ragioni del vino. Prima
fra tutte quella che vorrebbe fare del vino il primo motore dell’alcolismo. Non è così e lo sappiamo. Noto che dobbiamo fare ogni sforzo per combattere la piaga dell’alcolismo, ma
sarebbe un ben strano Paese l’Italia se facesse passare l’equazione vino=alcolismo. Dobbiamo difendere e diffondere la cultura del buon bere, dobbiamo difendere e diffondere i valori culturali
del vino e dei suoi territori. Un patrimonio unico, come dimostra anche questa sesta edizione del Salone del Vino».

E che il Salone del Vino sia partito con il piede giusto lo conferma il successo del quarto Workshop Internazionale, con le cantine espositrici che hanno
presentato – con notevoli soddisfazioni commerciali – la loro produzione ai buyer di 20 Paesi. Mentre da domani protagonisti del Salone del Vino saranno gli
enoappassionati con l’apertura al pubblico dei padiglioni del Lingotto e con lo «Shopping di Bacco».

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