Inaugurato il Salone del Vino 2007

Inaugurata questa mattina al Lingotto di Torino la sesta edizione del Salone del Vino, alla presenza del sottosegretario alle Politiche Agricole Stefano Boco e dell’assessore all’Agricoltura
della Regione Piemonte Mino Taricco.

Inauguriamo questo Salone – ha affermato Taricco – in un momento particolare per il mondo del vino, che è impegnato, a livello nazionale ed europeo, in una delicata riforma
dell’OCM, l’organizzazione comune del mercato vitivinicolo. E’ una riforma che ha luci e ancora qualche ombra e per la quale l’Italia è in prima linea nell’Unione Europea per difendere
il sistema delle certificazioni d’origine e della territorialità dei prodotti. La nostra grande scommessa, come sistema Piemonte ma anche come sistema Italia, è quella di creare
valore e renderlo riconoscibile. Possediamo una ricchezza straordinaria di paesaggio e di patrimonio vitivinicolo, spesso poco conosciuto.

Prima del taglio del nastro, l’assessore Taricco è intervenuto al convegno di apertura del Salone 2007, “Vino e Finanza – le strategie per crescere”, organizzato dal Sole 24Ore, dove
sono stati affrontati i temi più attuali del mercato del vino in Italia e all’estero. “‘Il nostro Paese – ha sottolineato Taricco – ha una grande opportunità, che deve
saper sfruttare in un quadro internazionale in forte evoluzione: quella di poter offrire grande qualità al giusto prezzo. La questione dei prezzi e della competitività è un
aspetto cruciale della nostra politica commerciale, soprattutto in un’annata con quantità scarse.

Un altro fronte importante su cui stiamo lavorando riguarda il piano dei controlli e della tracciabilità sull’origine dei vini, che dopo l’esperimento effettuato sulle DOCG,
sarà ora esteso a tutte le DOC. Questo consentirà di conoscere la provenienza di ogni bottiglia e, attraverso sistemi informatizzati, di risalire non solo alla zona di produzione
ma addirittura al singolo vigneto. Tenendo conto che solo un terzo del prodotto venduto nel mondo come italiano lo è realmente, si può comprendere come sia importante certificare
l’origine.

Infine, l’Assessore ha parlato di promozione sui mercati esteri e di esportazioni: “un’attività che deve essere coordinata tra i vari soggetti che sul territorio si occupano di vino,
che devono sempre di più imparare a fare sistema. Come Regione abbiamo cominciato dalle cooperative, che in Piemonte rappresentano circa il 30% del comparto, incentivandole a creare
delle aggregazioni; il nuovo Centro per l’Internazionalizzazione potrà svolgere un ruolo importante in questo senso
.”

Il Salone del Vino 2007, giunto alla sesta edizione, sarà aperto fino a lunedì 29 nei padiglioni 2 e 3 di Lingotto Fiere, dove contestualmente si svolge Dolc’è, salone
dedicato ai dolci e alla pasticceria di qualità. Con circa 400 espositori, la manifestazione, organizzata da Promotor International, vuole essere un’opportunità per gli operatori
del settore e per gli enoappassionati di degustare e conoscere vitigni poco noti e produzioni autoctone del territorio. La Regione Piemonte vi prende parte con uno spazio espositivo importante,
esteso su oltre 500 mq, e con alcune iniziative specifiche.

Un ruolo da protagonista viene svolto dalle Enoteche Regionali, coordinate da IMA Piemonte, un sistema capillare sul territorio, che caratterizza significativamente il Piemonte rispetto ad
altre regioni italiane, formato oggi da 12 Enoteche, cui si aggiungono 31 Botteghe del Vino o Cantine Comunali.

La Regione promuove, all’interno del Salone, il Forum Nazionale Vitigni Autoctoni, che si è svolto oggi pomeriggio in Sala Verde al Lingotto, un’occasione per divulgare e valorizzare il
patrimonio ampelografico e in particolare quello dei vitigni rari e meno conosciuti, che presentano caratteristiche distintive e irripetibili della propria zona di provenienza. “In un mondo
sempre più globalizzato
– ha affermato l’assessore Taricco aprendo il Forum – il futuro della vitivinicoltura è legato ai territori di produzione: valorizzarli è un
servizio che rendiamo a chi quei territori ha lavorato e coltivato per anni. Sono territori particolari, spesso difficili da coltivare, che sono costati fatica e sacrificio ma che oggi valgono
moltissimo proprio per la loro storia.
” Il Piemonte può vantare ben 11 DOCG (denominazioni di origine controllata e garantita) e 45 DOC (denominazioni d’origine controllata), che
derivano da una ventina di vitigni autoctoni, tra cui alcuni molto noti come il Nebiolo o il Moscato e altri rari e meno conosciuti.

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