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Vinitaly

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By Redazione

Dalla crisi economica che inevitabilmente ha toccato anche il settore olivicolo italiano si può uscire puntando sull’alta qualità a tutti i livelli della filiera. È questa
l’opinione registrata tra alcuni produttori presenti alla 15esima edizione del Sol, Salone Internazionale dell’olio extravergine di qualità, alla Fiera di Verona in contemporanea al
Vinitaly. Chi ha un prodotto di alta qualità, con una identità chiara legata ai luoghi di origine, continua a ricevere l’apprezzamento dei buyer internazionali.

Novità presentata ai produttori del Sol IOO% Italian Olive Oil, 100% olio extra vergine d’oliva italiano. Si tratta di un nuovo marchio dell’olio extra vergine d’oliva di alta
qualità italiana legato al territorio, alle tipicità del nostro sistema olivicolo che sarà gestito da una società consortile di filiera, IOO%, costituita da Unaprol,
cooperative, associazioni olivicole e assaggiatori professionisti, frantoiani uniti negli enti di categoria, associazioni di consumatori, imprese di confezionamento e GDO, istituzioni e mondo
accademico. L’obiettivo è la valorizzazione di un settore produttivo che rappresenta un simbolo forte del Made in Italy gastronomico italiano e un patrimonio paesaggistico di grande
valore.

«Un’idea semplice il cui scopo è agevolare la riconoscibilità di oli eccellenti che hanno un’anima» ha affermato Massimo Gargano, presidente di Unaprol e di IOO%,
durante l’incontro al quale sono intervenuti i rappresentanti dei principali soggetti coinvolti.

A breve sarà lanciata una campagna di comunicazione e il marchio verrà affidato in dotazione a quei produttori che ne sposeranno il progetto e assoggetteranno l’intero processo di
produzione a un disciplinare molto rigido.
Non basta semplicemente promuovere olio di qualità, hanno affermato da più parti durante la presentazione, in quanto anche gli altri Paesi concorrenti sono in grado di produrlo e
con costi più bassi rispetto ai nostri. È necessario distinguersi dall’omogeneità imperante nel mercato, dando la possibilità ai consumatori di identificare la
bottiglia con il territorio, il microclima e il paesaggio dal quale provengono le olive.

L’approvvigionamento degli oli extra vergini di oliva da parte dell’industria italiana avviene in funzione degli andamenti quantitativi della campagna in maniera variabile dai produttori italiani
e dai Paesi del bacino del Mediterraneo. In media tra le 50 e le 100 mila tonnellate vengono da Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Tra le 300 e le 400 mila tonnellate da Spagna e Grecia, cui
si aggiungono Tunisia e altri Paesi del Maghreb. Oltre 200 mila tonnellate della produzione italiana sono dirette al mercato estero con un plus medio in valore del 50% e dove le quote di mercato
italiane sono tra il 60 e l’80%. La produzione media italiana di olio di oliva oscilla tra 500 e 600 mila tonnellate mentre il consumo interno supera abbondantemente le 700 mila tonnellate.
Le varietà di olive in produzione in tutta la Penisola sono 350 di cui 150 sono cultivar uniche legate indissolubilmente alla zona.
Dati Unaprol

Elisa Virgillito
e.virgillito@slowfood.it

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