Speciale Vino – Intervista a Giampietro Comolli – Riflessione sul 2024, prospettive 2025 e oltre
21 Dicembre 2024
VINO 2024 – Mercati e Consumi positivi solo in valore – giù volumi e contratti
Intervista a Giampietro Comolli: Riflessione sul 2024, prospettive 2025, incertezze certe sul futuro del vino
Giampietro Comolli, Presidente Ovse e CevesUni Osservatorio mercati consumi vini e spumanti italiani (fondato 1991 in UniCatt)
NOTA DEL DIRETTORE
Intervista a Giampietro Comolli, piacentino DOC, laureato alla Cattolica di Piacenza. Conosce bene le stanze e le procedure europee: ha iniziato il suo percorso per costruire un’ Europa Unita con il Ministro Marcora… e ha proseguito il suo cammino affrontando tutte le problematiche agroalimentari.
Le sue esperienze sono molteplici: agricoltore, dirigente ai massimi vertici in vari consorzi e aziende vitivinicole di primaria importanza; da tempo lancia allarmi sul futuro del vino e le diverse produzioni agroalimentari che risentono sì del cambiamento climatico ma soprattutto dalla gestione di tutto il comparto agricolo, sempre più orientato al profitto delle grandi imprese, a discapito delle miriadi di piccole medie imprese.
L’Europa deve capire che i problemi dei piccoli agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani… non devono essere visti come aspetti negativi ma risorse, sì RISORSE, per l’Italia e l’Europa tutta. La politica europea di oggi, se non cambia a breve, è quella di considerare ottusamente il Colosseo come un rudere inutile da abbattere per realizzare un grande centro commerciale !
Giuseppe Danielli
Intervista a Giampietro Comolli – Riflessione sul Vino 2024, prospettive 2025 e oltre
Dott. Comolli, oggi tutti si sentono esperti, economisti, fanno previsioni come fare oroscopi… quale è lo stato di salute del vino a fine annata 2024?
Vero, meglio fidarsi di chi fornisce “oracoli” sulla base della sua esperienza e professionalità, e soprattutto è in grado di interpretare anche i minimi sintomi. Lo scenario anticipato da diversi istituti statistici e di analisi dei mercati nazionali e mondiali, come Iwsr e Ovse e CevesUni per esempio, sono tutti concordi nel considerare l’anno 2024 che si sta concludendo ancora positivo per fatturato, valori, prezzi di mercato all’ingrosso e al consumo facendo sicuramente crescere il giro d’affari totale fra mercati interni ed export.
Per il vino italiano globale (sfuso fermo, frizzante, spumante sia Do che Ig che tavola) il mercato interno segna un dato in leggera perdita in valore e volumi per un calo dei consumi abbastanza repentino, mentre l’export si avvicina molto al traguardo degli 8,00 mld di euro complessivi, nuovo record. Prezzi in crescita generali (un po’ meno in proporzione franco cantina) causati dai costi dei materiali di produzione e confezionamento, trasporto, inflazione ancora molto alti dettati anche da diverse situazioni geopolitiche.
La riflessione generale è dettata da una grande diversificazione di azioni e di interessi da parte del consumatore (italiano europeo e non) per cui il vino, in certi comparti sociali perde di importanza, oltre a fattori salutistici e di alternative che stanno arrivando sul mercato. A fronte di un forte calo della “possibilità” di spesa le azioni economiche imprenditoriali restano solo due: vini di primo prezzo e vini premium di qualunque tipologia con alcune “diversità” dettate da notorietà, canali di consumo, luoghi, paesi e conformazione dei mercati.
E’ appunto la “conformità” dei mercati, in entrambi i sensi, cioè di impostazione che di risposta al consumo diventa sempre più elemento e fattore che guida le “spese” quotidiane, di prodotti durevoli e prodotti di immediato consumo.
Brutto da constatare ma questa è la realtà.
Il calo di consumo di vino in Italia è simile anche all’estero?
Dott. Comolli, quali sono le prospettive per il 2025?
Consumatori giovani di vino… millennials, generazione Z… generazione X
Negli anni (2022-2023-2024) è apparso sempre più evidente, fra le generazioni del nuovo millennio nati dal 2000 in poi , un distacco palpabile e visibile (concreto) verso il consumo del vino, con volumi molto misurati e occasionali stagionali e per eventi eccezionali, molto concentrati e sempre più non domestici. Il vino sulla tavola quotidiana in famiglia è sempre meno.
Sarà sempre più anche un discorso di “nuova cucina” finita la attuale generazioni di grandi cuochi? In più sempre nel 2024 si è constatato che anche i vini biologici e biodinamici, soprattutto in Italia e nei paesi leader della produzione, non hanno avuto crescite e successi sperati dopo i primi anni: c’è una stabilità contenuta nei volumi con prezzi in forte crescita.
L’export del vino, e dell’agroalimentare, continua ad essere uno dei punti di fondamentale importanza per il nostro Paese, insieme ovviamente all’indotto di Incoming…
Gli Usa saranno ancora il primo mercato del vino al mondo e soprattutto il primo mercato dei vini tricolore… ma per quanti anni ancora?
I mercati stessi, i canali di consumi, i tempi e i modi di mescita e consumo sono in forte cambiamento e occorre che gli imprenditori del vino, le associazioni e consorzi del vino si diano subito una mossa, urgente, per prendere nuove misure tecniche e commerciali che guardino al futuro di 20-30 anni e non di domani. Produrre il vino-no-alcol può essere una scelta temporanea o duratura ma dipende da strategie anche istituzionali, associative, organizzativa. Certe azioni e misure dei PSR-regionali con soldi UE devono cambiare, come pure le promozioni anche istituzionali devono cambiare finalità e mezzi.

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
mercato consumi distretti produttivi
Mob +393496575297
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà
Presidente Istituto Economico Demografico Montagna Italiana – Iedmo
Giampietro Comolli
Già direttore di consorzi, fondatore Federdoc 1998 e primo direttore
Esclusiva Newsfood.com
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