Vignaioli e vini d’Italia 2014 di Luciano Ferraro e Luca Gardini

Vignaioli e vini d’Italia 2014 di Luciano Ferraro e Luca Gardini

Dal 24 ottobre sarà in edicola “Vignaioli e vini d’Italia” di Luciano Ferraro e Luca Gardini, edito da “Il Corriere della Sera”

Vignaioli di tutta Italia unitevi!
Che il settore vitivinicolo sia un settore a dire poco strategico per l’economia, non soltanto agroalimentare italiana, ormai è un dato di fatto. Ma si sono ancora studiati poco i numeri dei migliori, degli “addetti ai lavori più qualificati”, ovvero si conoscono in modo frammentario le statistiche reali di chi “fa grande impresa con il vino”.

A rispondere a questa domanda ci pensa un libro prezioso, giunto alla seconda edizione: “Vignaioli e vini d’Italia” scritto da Luciano Ferraro e Luca Gardini, in uscita il 24 ottobre per le edizioni de “Il Corriere della Sera”. E a fare un viaggio tra i produttori di vino italiani saltano agli occhi alcune cose curiose.
Su un totale di 200 produttori, i più numerosi sono i toscani con 44 unità, seguiti a ruota dai piemontesi, 27, poi i lombardi a 19, di poco sotto i veneti con 17 e via via i siciliani e friulani con 14 e 11.

Nel volume sono raccontate le storie dei protagonisti dell’industria del vino made in Italy con un occhio di riguardo alle sfide e alle possibilità che potrà offrire l’Expo di Milano del 2015. Infatti, spiega uno dei due autori, Luciano Ferraro editorialista del Corsera, questa seconda edizione “è stata pensata proprio in vista dell’Esposizione Internazionale, andando a scegliere oltre che i produttori e i vini migliori, anche le storie migliori che vi stanno dietro”. Perché quest’opera è soprattutto un libro di “storie di vino” con il “nume tutelare” di Luigi Veronelli sempre ben presente. “Il filo conduttore è – precisa lo stesso Ferraro – una frase del Viaggio sentimentale dei vini (programma televisivo del 1979, ndr). Con il suo tabarro, Veronelli proclamava come il vino sia un valore reale che regala l’irreale. Bevi, amico, con la mia stessa intelligenza, e ti farai angelo di Chagall”.

Ecco allora che i vari capitoli del libro possono essere un tour attraverso i numerosi “angeli di Chagall del vino” in Italia. Si va da Joska Biondelli, trentenne che ha lasciato un prestigioso posto da manager nella City di Londra per tornare a casa in Franciacorta, a Emidio Pepe, un coriaceo ottantaduenne che ha raggiunto quota “50 vendemmie”, fino a Elena Fucci, rimasta in Basilicata a coltivare la vigna del nonno e divenuta nel giro di pochi anni una delle vignaiole più famose a livello europeo. Ecco che “Vignaioli e vini d’Italia” può diventare anche un vademecum su come sconfiggere la crisi: alle volte le risposte in tempi difficili o arrivano dal cielo oppure dalla terra che si calpesta. E fare vino vuol dire coltivare la terra come se fosse una creatura del cielo.

Mattia Nesto
Newsfood.com

 

Leggi Anche
Scrivi un commento