Vicenza: Cacciatori massacrano a fucilate cane nel giardino di casa

By Redazione

Vicenza: Il Signor Gerolamo Conzato con la moglie Barbara e i tre figli di quattordici, undici e due anni dopo essere tornati a casa per pranzare a San Giorgio di Perlena,
frazione del comune di Fara Vicentino, sono rimasti increduli nel vedere che il loro cagnolone di nome Bandito, un bel meticcio molto simile ad un Labrador, non era venuto ad
accoglierli come era solito fare (Bandito era stato così battezzato dai bimbi del signor Gerolamo perché presentava una vistosa macchia nera all’occhio sinistro che
ricordava un vecchio corsaro).

Da una breve escursione nell’ampio cortile retrostante la casa veniva rilevato sangue ovunque e alla fine Bandito veniva trovato disteso e rantolante sotto un furgone parcheggiato
nel magazzino di casa, dove evidentemente si era rifugiato.

Bandito aveva l’occhio sinistro devastato, la parte sinistra del muso squarciata da una o piu’ fucilate sparate a bruciapelo, mentre era vistosa una emorragia nella parte
sinistra della gola dove i pallini erano fuoriusciti trapassando la povera bestia.

Purtroppo il signor Gerolamo colto di sorpresa, non è stato in grado di evitare che i propri figli vedessero il loro amato beniamino, compagno di lunghe ore di gioco da ben otto
anni, ridotto in quelle terribili condizioni.

Bandito veniva quindi caricato delicatamente nell’auto e portato subito dal veterinario Dott. Antonio Fazio di Thiene (VI) che in un disperato tentativo di salvarlo, lo
sottoponeva, dopo averlo sedato ad una delicata operazione chirurgica.

Bandito si presentava in condizioni disperate, come si legge dal certificato medico: “presentava vistose lesioni della parte sinistra del muso e della testa, dell’occhio
sinistro ed un esteso rigonfiamento della zona intermandibolare, riconducibile a ferite causate da pallini da caccia, un esteso ematoma a livello della glottide impediva la
respirazione”.

Veniva quindi sottoposto a tracheotomia e quindi intubato ma le estese emorragie, presenti purtroppo anche nei polmoni, impedivano ogni possibilità di salvezza e pertanto Bandito
veniva sottoposto ad eutanasia (vedere FOTOGRAFIE dell’operazione allegate al presente comunicato).

Bandito, che aveva otto anni, viveva con i suoi padroni in una zona collinare dove poteva scorazzare, assieme a sei cavalli, in un appezzamento di ben 20.000 metri quadri recintati con
filo spinato dove vige il divieto di caccia.

Da una prima ricostruzione dei fatti alcuni cacciatori si sono introdotti nel recinto dei cavalli e successivamente, a pochi metri dalla casa dei signori Conzato, hanno sparato, da una
distanza di circa 6/7 metri, al povero Bandito che probabilmente stava loro scodinzolando, prova ne è il fatto che è stato colpito lateralmente (se abbaiava contro ai
cacciatori sarebbe stato colpito frontalmente!).

Il signor Conzato, che si è subito rivolto ad Andrea Zanoni, presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto, ha raccontato che tre anni fa i cacciatori
hanno sparato addirittura contro uno dei suoi cavalli che ancora adesso porta conficcati nella carne una cinquantina di pallini da caccia, inoltre sempre i cacciatori, due anni fa hanno
ucciso il cane di un suo amico sempre all’interno del giardino di casa anche questa volta ben recitato in tutti i lati, infine lo scorso anno i cacciatori lo hanno colpito con una
rosa di pallini mentre stava tagliando della legna, pallini che fortunatamente sono stati fermati dal giubbotto e dalla tuta da lavoro.

La LAC sta predisponendo la stesura i una dettagliata querela, che entro breve verrà depositata dai signori Conzato al comando stazione Carabinieri di Breganze (VI) che sono
già stati avvisati del grave episodio di violenza; i reati ipotizzati sono l’uccisione di animali altrui, il maltrattamento di animali e l’esplosione di colpi di arma
da fuoco nei pressi di un’abitazione, violazione delle norme sulla caccia.

La LAC e i signori Conzato mettono inoltre una taglia di 1.000 Euro sui responsabili di questo barbaro gesto per tutti coloro che daranno indicazioni utili ad individuarli, per
informazioni cell. 347/9385856 (Andrea Zanoni) o email: lacveneto@ecorete.it o LAC Sezione Veneto Via Cadore, 15/C int.1 31100 Treviso.

“In anni di volontariato contro la caccia – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – ho visto molti casi di uccisione di cani e gatti ad opera dei
cacciatori, questo pero’ è un caso che per la sua brutalità mi ha colpito più degli altri. Qui hanno sparato in un terreno dove c’è il divieto di
caccia, dove ci sono dei cavalli dai quali i cacciatori devono stare ad una distanza di almeno cento metri, ad un cane di indole buona che probabilmente gli stava facendo le feste
scodinzolando. Questi energumeni, questi ominidi devono essere individuati e fermati al più presto, a loro devono essere sequestrati i fucili e revocata per sempre la licenza di
caccia, inoltre devono essere condannati a pene severissime con il pagamento dei danni morali e materiali da esempio per tutti gli altri cacciatori del posto. Quest’anno sono
stati registrati troppi casi di uccisione di cani e gatti da parte dei cacciatori, probabilmente condizionati dal fatto che la regione Veneto lo scorso luglio ha approvato una legge
scellerata, la n. 9 del 2008, che consente la caccia, su autorizzazione delle province, agli animali “domestici inselvatichiti”. Ora speriamo che qualcuno faccia i nomi dei
responsabili magari attratto dalla nostra taglia di 1.000 Euro.”

 

 

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