Caccia: cambiano gli ATC dell'Emilia-Romagna

By Redazione

 

Un ruolo più forte per le associazioni venatorie, agricole e ambientaliste; un maggior coordinamento da parte delle Province; nuove funzioni. Sono queste le novità
principali in arrivo per i 49 Ambiti Territoriali di caccia in cui è organizzato il territorio dell’Emilia-Romagna, presentate oggi a Bologna
dall’assessore regionale alla difesa del suolo, della costa, protezione civile e caccia Marioluigi Bruschini, in vista della 1° Conferenza regionale degli Ambiti di
Caccia, in programma sempre nel capoluogo regionale il prossimo 2 dicembre. «Sarà una sorta di stati generali della caccia – ha spiegato Bruschini – in cui tutti
i rappresentanti dei diversi ATC potranno per la prima volta incontrarsi e scambiarsi esperienze». «Gli ATC camminano su tre gambe – ha aggiunto Bruschini – quelle
degli agricoltori, dei cacciatori e degli ambientalisti. Lo sforzo della Regione è fare in modo che queste tre componenti dialoghino tra loro per un corretto
esercizio della caccia”».

La Conferenza regionale degli ATC arriva pochi giorni dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 25 novembre che accogliendo il ricorso della Regione Emilia-Romagna contro il
provvedimento di sospensiva del Tar, ha riammesso la caccia in deroga allo storno. «Una vittoria importante – ha ribadito Bruschini – che testimonia come la caccia
in deroga in Emilia-Romagna venga fatta esclusivamente per limitare i danni al mondo agricolo e non per accontentare i cacciatori.” Bruschini ha rinnovato l’invito al
Governo a sostenere la richiesta, già presentata dal precedente Ministro dell’Agricoltura De Castro, affinchè la Comunità europea reinserisca lo storno
nell’elenco delle specie cacciabili. In Emilia-Romagna nel 2007 lo storno ha inciso da solo sul totale dei danni all’agricoltura per il 16,46% ( 437 mila euro su 2
milioni 600 mila euro).

LE NOVITA’ DELLA LEGGE

Prevista dalla legge regionale del 2007, la nuova organizzazione degli ATC sarà operativa entro la fine dell’anno con l’approvazione dei nuovi Statuti. La
novità principale riguarda il Consiglio direttivo di ogni Ambito Territoriale di Caccia, i cui 20 membri ( di cui 6 in rappresentanza delle associazioni agricole, 6 delle
associazioni venatorie, 4 delle associazioni ambientaliste e 4 della Provincia) saranno d’ora in avanti nominati dalla Provincia, ma su una rosa di candidati scelti dalle
Associazioni. Fino ad oggi invece i Consigli direttivi venivano eletti direttamente dall’Assemblea generale di ogni ATC. Per assicurare l’omogenea
applicazione della normativa regionale, le Province dovranno inoltre esprimere parere di legittimità sui principali atti degli ATC: dallo Statuto ai vari
regolamenti. All’Assemblea generale di ogni ATC competono funzioni di controllo e programmazione, mentre al Consiglio direttivo sono attribuite funzioni di gestione. La
legge riconosce anche agli ATC nuovi compiti di vigilanza e prevenzione sul territorio, con la possibilità , per ogni Ambito territoriale di caccia, di
iscriversi all’Elenco regionale del volontariato di protezione civile e di organizzare corsi di formazione ambientale rivolti ai cacciatori. 

LA CACCIA IN EMILIA-ROMAGNA

Ai 49 ATC dell’Emilia-Romagna (diventeranno 48 nella prossima stagione venatoria per una riorganizzazione prevista in provincia di Bologna dove passeranno da 4 a 3) sono
iscritti complessivamente circa 69 mila cacciatori. Ogni cacciatore infatti può iscriversi a più di un Ambito di caccia , così come iscrizioni
possono arrivare anche da fuori regione. In realtà i cacciatori in Emilia-Romagna sono attualmente di poco superiori ai 51 mila. Si tratta di un dato in
calo: erano infatti 68.299 nella stagione venatoria 1994/95 e 51.423 in quella 2007-2008. 

Il numero degli iscritti ad un ATC è stabilito in base a un indice di densità venatoria calcolato dalla Regione. La quota di iscrizione varia da un minimo di 80
a un massimo di 250 euro annuali. L’obiettivo è garantire all’ATC l’autonomia finanziaria per realizzare il proprio Piano annuale
di attività e le risorse necessarie a far fronte alla prevenzione dei danni alle attività agricole e al loro risarcimento. La legge regionale impone infatti
a ogni ATC l’indennizzo agli agricoltori per i danni causati dagli animali cacciabili sul proprio territorio. La Regione, attraverso le Province, prevede invece un
contributo agli agricoltori per i danni provocati dalle specie protette o dalle specie cacciabili, ma, in questo caso, solo se all’interno di zone interdette alla
caccia ( come i parchi). Il contributo erogato dalla Regione è variabile di anno in anno ed è calcolato in rapporto alle risorse disponibili e
all’entità dei danni provocati. Il Bilancio 2008 prevede risorse pari a 700 mila euro per la prevenzione e a 1 milione 450 mila euro per gli indennizzi. Nel
2007 la percentuale di contributo si è attestata sul 58%.

 

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