Il Tar decreta lo stop alla caccia dello storno

 

Lo storno non può più essere un bersaglio delle doppiette. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti sospeso la deroga che consente in Emilia Romagna la caccia ad
alcune specie protette di uccelli che arrecano gravi danni all’agricoltura quali lo storno.

«Il provvedimento rischia di aggravare la situazione nei campi – sostiene Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna – perché questo volatile arreca danni
ingenti alle colture di pregio del nostro territorio».

Lo scorso anno la Regione Emilia Romagna hanno dovuto far fronte ad oltre 437mila euro di danni provocati al settore agricolo dallo storno, particolarmente vorace di frutta.

«Se non verrà accolto il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar (annunciato dall’assessore regionale alla caccia dell’Emilia Romagna, Marioluigi
Bruschini) il prossimo anno questo dato potrebbe lievitare» precisa ancora Battelli.

Attualmente nella Regione Emilia Romagna i fondi arrivano a coprire meno del cinquanta per cento dei danni per cui il «costo» della salvaguardia di un bene
«indisponibile dello Stato», come è ritenuta la selvaggina, in particolare quella protetta, viene sostenuto dai produttori agricoli e dai cittadini.

Su due milioni e 650 mila euro di danni all’agricoltura dell’Emilia Romagna rilevati nel 2007, i 437 mila euro a carico della storno rappresentano il 16,4%. E’ la
percentuale più alta di danni da selvaggina a carico dell’ente pubblico, maggiore ai 333 mila euro della lepre (12,5%) e ai 304 mila euro del cinghiale (11,4%). Le Province
risarciscono i danni da animali selvatici all’interno di aree protette (Zone di ripopolamento, parchi, oasi), mentre un’altra parte di danni viene risarcita dagli Atc
(Ambiti territoriali di caccia).

«Auspichiamo che al più presto venga fatta chiarezza in materia – conclude Battelli – per evitare che sull’annata 2009 gravi questa «ipoteca» sulle
imprese agricole dove il rischio è che si moltiplichino i danni alle colture di pregio».

 

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