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VIA FRANCIGENA PRO-UNESCO – a PIACENZA finalmente eliminati gli ostacoli di accesso e fequentazione
5 Giugno 2023
By Giuseppe
PIACENZA VIA FRANCIGENA PRO-UNESCO – eliminati ostacoli di accesso e fequentazione
Accolte le istanze del Comitato volontario scientifico culturale storico della Tratta Piacenza
Piacenza, 13 giugno 2023
VIA FRANCIGENA PRO-UNESCO – finalmente eliminati gli ostacoli di accesso e fequentazione a PIACENZA – accolte le istanze del Comitato volontario scientifico culturale storico della Tratta Piacenza
Data: 4 giugno 2023,
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Via Francigena Italia pro Unesco.
Giampietro Comolli
Il comune di Piacenza (assessore Christina Fiazza) pronto a risolvere i problemi strutturali che tengono lontano i pellegrini moderni dal “cuore” della via Francigena europea.
Tratta Piacenza aveva elencato tutti i problemi esistenti già nel 2019 pre pandemia. Comolli presidente Comitato scientifico-culturale: “Finalmente. Più valore storico e strategico alle vie Romee piacentine. Prima risolvere le deficienze non attrattive strutturali e strumentali. Troppe carenze perpetuate da anni con il silenzio degli enti locali”
Il comitato culturale storico scientifico tecnico “Tratta Piacenza vie Romee e via Francigena pro Unesco” ringrazia l’assessore Fiazza l’impegno e l’attenzione presa in occasione del terzo incontro pubblico svolto con il coinvolgimento diretto dell’Associazione Europea.
Il Comitato volontario e indipendente, senza fine di lucro e gratuito per tutti, composto oggi da oltre 70 aderenti fra professionisti, associazioni, diversi comuni ed enti privati della provincia e da circa 150 esercenti fra partecipanti e selezionati dal comitato gratuitamente, è nato nel 2019; subito ha contattato l’Associazione Europea, unica responsabile nell’acquisizione e gestione di fondi pubblici e di enti locali per le attività di valorizzazione e promozione, ma soprattutto di cura, ottimizzazione, sicurezza e rappresentanza ufficiale per tutte le istituzioni pubbliche e per enti “amici” che si possono mettere a disposizione per attività ed eventi, per esporre l’elenco delle problematiche e criticità.
Pubblico presente nella Biblioteca del Convento
Assai numerose, ma soprattutto “causa ed effetto” di una dimenticanza e di una non-frequentazione della “Tratta Piacenza” della via Francigena. Mentre grandi numeri e presenze continue di escursionisti, camminatori e pellegrini “ di oggi” sulle altre “Vie Romee” antiche che attraversano il territorio della provincia e soprattutto la Diocesi di Piacenza e Bobbio, con confini assai più grandi. Nei recenti incontri (anno 2023) voluti da Associazione Europea (AEVF) sono emerse tutte le tematiche-criticità del Comitato, grazie alla presenza di Sindaci , di altre associazioni di fruitori e dei titolari di sevizi ricettivi.
Il Comitato ha sempre sostenuto – finalmente dopo 3 anni riconosciuto – che una Tratta Piacenza della Va Francigena pro Unesco può solo portare aiuti e vantaggi al turismo piacentino, completamente diverso da quello della riviera marittima romagnola. Sono sempre stati resi pubblici (circa 20 articoli stampa sul quotidiano locale Libertà con echi anche su portali on linee stampa nazionale) tutti gli svantaggi di una situazione deficitaria, mancante di accessi e stimoli, esistenza dimenticata nella comunicazione… e tutti i vantaggi di un recupero della “proposta” piacentina della Via Francigena dopo i disastri compiuti nel 2014-2015 che hanno allontanato molti operatori e determinato quella “dimenticanza” della città di Piacenza sulle mappe e cartine geografiche pubblicate su quotidiani Repubblica, Corriere della Sera, Giornale e Dove. Si passava da Pavia o Orio Litta direttamente a Fidenza e Parma.
Il Comitato – grazie a un osservatorio interno economico-turistico – ha sempre fatto presente che dovevano esserci grossi problemi “ territoriali” se venivano registrate all’anno 6/7000 “credenziali” a Pavia e a Fidenza-Parma contro le 1400-1500 del guado di Calendasco e della città di Piacenza (NB: attraversata da est a ovest dalla via ufficiale europea). Il Comitato Tratta Piacenza ha individuato il perché e le motivazione di tale divario e la cancellazione dalle mappe ufficiali. Il percorso ufficiale che è totalmente in pianura, oggi, si presenta senza luoghi di sosta e ombreggiature; salottini didattici o infopoint al centro di alcuni Comuni che non rispondono alle esigenze pratiche dei camminatori che devono fare 24-30 km al giorno a piedi. La calma e piatta calura estiva e senza sorgenti acqua segnalate, il non uso del Guado più importante su 3000 km di tragitto europeo, nessun ponte sicuro per attraversare fiumi e torrenti come il Trebbia e il Nure non aiuta. Bisognerebbe invece, dice il Comitato, rendere ufficiali e più attraenti, sicure, comode le varianti già “disegnate e provate” dal Comitato come alternative ai tratti pericolosi, puntando più su alternative-varianti in collina e montagna piacentina già frequentati da antichi romani, longobardi e alto medioevali. Infine il Comitato ha anche già proposto una bozza di una legge regionale Emilia-Romagna come quella in Toscana specifica sui cammini etici-morali che non sono in zona “ rivierasca”, e una legge che tenga conto della necessità di una assicurazione pubblica per l’uso turistico di carraie e vicinali private in terra agricola.
Il Comitato durante il periodo di pandemia ha svolto alcuni eventi ottenendo il patrocinio della Provincia e di diversi Comuni provinciali grazie all’impegno delle associazioni guide-ciclo-podistiche per identificare le varianti alla trafficatissima di mezzi pesanti e veloci, al caldo da asfalto cemento e capannoni alla via Emilia. Piacenza è il “cuore crocevia” di tutta la Francigena europea, quasi a metà dell’intero cammino continentale. Comolli : “ Prendiamo atto e non abbiamo nulla da dire sulle proposte di AEVF presentate insieme all’assessore Fiazza e il Comune di Piacenza. Prendiamo atto con grande positività che nostre considerazioni sono state accolte (l’esempio della variante approvata del comune di Cadeo è importante) e che siamo in piena sintonia con le associazioni albergatori, agriturismi, imprenditori, esercenti negozi e alcuni sindaci. Tutti gli attori dei “servizi” hanno sottolineato che prima dei corsi di formazione (secondo il comitato, necessari soprattutto per personale front office e desk e banco reception) e delle camminate pubbliche fra fruitori locali, occorre una strategia e la sistemazione di tutte le infrastrutture migliorando accessi, sicurezza, risoluzione passaggi dei torrenti e fiumi, piazzole di sosta per pedoni ciclo moto camper, piste sicure con ombreggiature, acqua potabile, inclusione e cartellonistica sia “dentro la città capoluogo”. Abbiamo ascoltato con grande interesse. Abbiamo capito che l’assessore Christian Fiazza ci sta credendo.>>
Il comitato Tratta Piacenza non ha nessun ruolo e nessuna delega, è autonomo scientifico tecnico fuori dalla politica. E’ nato e lavora per difendere la “piacentinità” della storia culturale della via Francigena e vie Romee, soprattutto perché Piacenza abbia una sua identità-brand non banale, non il solito menù e riconosciuto. Il comitato non è alternativo a AEVF, siamo solo un difensore e valorizzatore fuori Piacenza e dentro i confini della Diocesi (NB: vero territorio piacentino legato ai pellegrini cristiano di un tempo) di un progetto che deve saper “…attrarre, includere, soddisfare” nuovi pellegrini e camminatori-escursionisti-turisti del terzo millennio a Piacenza grazie a 2500 anni di storia. Il turista o pellegrino moderno non deve prendere il treno o la corriera a San Rocco al Porto (con bici) e scendere alla stazione ferroviaria di Fidenza!
<< Il Comitato – risponde Comolli alle domande incalzanti dei giornalisti – ha trovato totale supporto da parte di tutti gli operatori presenti alla riunione indetta dall’assessore Fiazza sulla serie di “priorità” strutturali e strumentali e di servizi diretto sul territorio, ancor prima di Qrcode o App, di eventi ludici e di corsi di formazione. Dalle prime azioni appare evidente che il Comune di Piacenza, e l’assessore Fiazza in primis, intende dare una “svolta” alla situazione di stallo e marginale per Piacenza coinvolgendo subito comitati e associazioni e gruppi invece di singoli interpreti. Il pellegrino di oggi necessita di più condizioni positive e attrattive.>>
La Via Francigena è una strada antica percorsa da pellegrini, mercanti, soldati che univa l’Europa occidentale del nord e del sud, dal Regno Unito, Francia, Germania, Spagna a Roma e a Gerusalemme. Un percorso dettagliato nel diario di viaggio dell’arcivescovo di Canterbury, svolto fra il 990-994 d.C., che si rifà a viaggi precedenti di pellegrini cristiani, ma anche di legionari e viandanti, che pendevano le vie più sicure in base a sicurezza, salubrità, stagionalità , carestie, guerre e malattie. Le prime strade sono quelle dell’inizio della cristianizzazione agli albori del IV° sec d.C. di cui si hanno testimonianze scritte, poi le vie create dai Longobardi, prima della frequentazione dei Franchi. Quindi una via Europa-Roma che all’inizio privilegiò le strade consolari romane, poi i tragitti di crinale della montagne, poi le strade più ampie e battute di fondovalle, ma anche quelle segnate da monasteri, conventi, castelli e borghi come tappe obbligate, infine quelle più frequentate, sicure al passaggio di carri. Quindi un panorama di varianti molto significativo. La Via Francigena Italia tabellata oggi come “viamaestra”, attraversa 11 regioni per circa 1800 km, consta di 80 tappe, attraversa 300 comuni, dal passo del Gran San Bernardo fino a Santa Maria di Leuca. A Piacenza ci sono 3 tappe, attraverso 9 comuni, circa 70 km dal guado del fiume Po ai passi appenninici emiliani-toscani.
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