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Piacenza, Grana Padano e Bianco d’Italia Furmai
5 Giugno 2023
By Giuseppe
Piacenza, Grana Padano e Bianco d’Italia Furmai
Latte e Formaggio Italiano. Grana Padano Dop, Giuseppe Verdi, Bianco d’Italia, Agri Piacenza Latte, sviluppo crescita diversità tutela storia cultura
Piacenza, Newsfood.com, 4 giugno 2023
Testo di Giampietro Comolli
Grana Padano e Bianco d’Italia Furmai, la culla è a Piacenza
Latte e Formaggio Italiano. Grana Padano Dop , Giuseppe Verdi, Bianco d’Italia
Agri Piacenza Latte, sviluppo crescita diversità tutela storia cultura
In Italia si producono 130 milioni di quintali di latte, ma per le lavorazioni e i prodotti derivati ne occorrono 200 milioni. Quindi l’Italia ha un deficit di autonomia e con l’import bloccato del latte estero polverizzato, il prezzo del latte made in Italy era remunerativo per essere trasformato nelle Dop e formaggi freschi, oltre al latte alimentare.
Da alcuni anni, dopo accordi e decisioni comunitarie, si è ripeso ad importare dalla Germania soprattutto (anche Olanda), la situazione è cambiata e lo dimostra l’attuale prezzo del latte spot.
Marco Lucchini
Causa le QuoteLatte del 1983-198ancora oggi l’Italia è dipendente dall’estero per il latte, spesso senza un chiaro processo di filiera e di origine, e quindi «è bene produrne di più, con una zootecnia rispettosa di ambiente, del suolo, del personale addetto, degli animali e con costi e prezzi giusti, poichè il mondo produttivo italiano fatto di piccole stalle non è in grado di speculare. Noi produttori dobbiamo essere bravi a produrre» così si esprime all’assemblea dei soci il presidente Marco Lucchini del Consorzio di imprese lattiero casearie Agri Piacenza Latte www.agripclatte.it con sede a Cortemaggiore uno dei vertici del quadrilatero dell’oro bianco Dop italiano.
Oggi la zootecnia deve tornare in montagna e in collina: negli anni 1970-1990 sui Monti&ColliAlti solo piacentini c’erano quasi 10.000 aziende familiari e non, agricole con la stalla e anche piccoli caseifici; le mucche erano soprattutto di razza pezzate bianche-rosse e brunoalpine. Allevatori e animali svolgevano una funzione attiva di presidio e di produzione di qualità in un ambiente lontano da inquinamenti con la funzione anche di “controllo e salvaguardia” del territorio coltivato, pulito, regimato… che non crollasse a valle. Agri Piacenza Latte sollecita una nuova visione e ritorno per far latte in montagna con pascoli.
L’attuale mercato lattiero-caseario è molto complicato per vincoli, nicchie e volumi, guidato da due leader che sembrano sempre antagonisti e alternativi, senza ricordare che la matrice originaria è una sola in quel lontano XIV° secolo dei formaggi lodesani-piasentini delle pianure irrigue. Il Grana Padano Dop è chiuso con quote produttive ma in un sistema aperto in cui gli aderenti devono operare sul mercato internazionale per avere sbocchi e una redditività almeno sufficiente, ma in un mercato molto fluttuante dipendente dalla offerta di latte e lavorati assai deperibili in breve tempo e da un prezzo dettato dall’industria del latte in polvere tedesco.
Agri Piacenza Latte è stata fondata nel 2000, condivisa da più soggetti e sindacati, è in continuo sviluppo e crescita. Appare un gruppo dinamico, attento alla “domanda del consumatore” più che alla solita offerta con capacità di avere un portfolio prodotti ideale per la distribuzione commerciale e anche per l’horeca, soprattutto la ristorazione più di alto profilo. Il binomio Marco Lucchini (presidente) e Roberto Arata (direttore) hanno sicuramente fatto la differenza in un mondo italiano lattiero caseario che ha vissuto di oligopoli, monopoli regionalistici, di quote latte gestite malissimo che hanno penalizzato per 20 anni tutto il settore zootecnico e lattiero nazionale in primis quello della Pianura Padana e delle prime colline emiliane, romagnole, piemontesi, lombarde, venete, trentine, altoatesine e friulane dove producono i 150 soci di AgriPcLatte. Il consorzio compra-vende 1,7 milioni di quintali di latte per un fatturato molto prossimo a 80 milioni di euro. 12 le certificazioni per la produzione di Grana Padano, Bianco d’Italia, Parmigiano Reggiano, Provolone, Gorgonzola e formaggi freschi.
Giuseppe Verdi
(grande musicista ma anche grande produttore di latte e formaggi)
Giuseppe Verdi
Giuseppe Verdi è stato uno dei più grandi produttori di latte negli ultimi 30 anni del XIX°secolo (1870-1900). Verdi fu un cultore del Grana Padano e il suo latte veniva ceduto ai caseifici piacentini della zona (intorno a Besenzone, Villanova, Cortemaggiore dove possedeva oltre 1000 ettari di terra) che producevano il “Furmai Piasentin” l’antesignano del Padano e del Parmigiano. Amava il risotto, il maestro, e abbondava copiosamente non solo di “grattugiato” ma anche di scaglie della crosta lavate e pulite…..”lo producono i miei caseifici piacentini…” diceva con orgoglio agli illustri ospiti di villa Sant’Agata. Proprio una serata recente dell’Accademia Gastronomica Maria Luigia con sede a Piacenza ha preparato un menù a base di piatti di Verdi e intonati tutti al Grana Padano, dall’antipasto al dolce.
Bianco d’Italiawww.biancoditalia.com è marchio esclusivo di AgriPcLatte, un formaggio a pasta dura – non concorrente della Dop Grana Padano, certamente una specie di fratello più giovane – ma che risponde benissimo alle necessità imprenditoriali dei soci allevatori e conferitori di latte e alle richieste del consumatore che vuole qualità, certezze, prezzo giusto, controllo biologico, senza lattosio e con basse grassi e ideale per chi è allergico. Il Bianco d’Italia risponde al 100% a tutti quei consumatori di formaggio, italiani ed esteri, che per problemi salutistici e terapeutici (lattosio) non potevano mangiare Grana Padano e anche Parmigiano Reggiano.
Formaggiata frontespizio marchese Giulio Landi
Una geniale innovazione “tecnica naturale” che ha anticipato i tempi. Il furmai Bianco d’Italia è prodotto in allevamenti e solo con latte italiano, con caglio non animale ma vegetale, fortemente controllato in filiera zootecnica e in caseificio, utilizza una geniale intuizione che ha anticipato i tempi, più una innovativa tecnologia e un modello di lavorazione igienico-sanitario tecnologico asettico poi copiato da altri, niente latte in polvere… Formaggio duro tutto naturale, dalle caratteristiche visive e organolettiche tradizionali, ma moderno al passo con i gusti e con una qualità costante. Caso più unico che rarissimo, è appena stato costruito un nuovo magazzino di stagionatura lunga del Furmai Bianco d’Italia per 24.000 forme
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