Vendesi Acqua Claudia

I lavoratori dello stabilimento dell’Acqua Claudia hanno dichiarato lo stato di agitazione, dopo l’ennesimo incontro, da un anno a questa parte, in cui l’Azienda ha risposto in modo molto
elusivo alle richieste del sindacato, si è deciso di reagire.

Quello che i lavoratori e il sindacato si aspettavano era di ottenere finalmente informazioni chiare circa la vendita del ramo d’azienda, ma le attese sono state deluse ancora una volta.
La mobilitazione vuole essere un’occasione per protestare, non solo nei confronti la vendita, ma anche contro la politica industriale di San Pellegrino che sta negando al marchio «Acqua
Claudia» quella visibilità di mercato necessaria all’attività produttiva, ormai ridotta ai minimi storici.

Giovedì la questione è stata portata al coordinamento nazionale San Pellegrino nell’ambito della discussione sulle sorti delle ‘acque regionali’; non è solo Acqua Claudia
infatti a soffrire di mancati investimenti soprattutto dal punto di vista commerciale, ma anche acque come Recoaro o San Bernando che vivono di una diffusione più locale.
Negare un futuro ad un’acqua che ha un mercato come solo quello di Roma può essere, in termini di politica commerciale ha davvero dell’incredibile.

Laura Svaluto Moreolo

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