La Cia della Sardegna sul costo dell'acqua per gli agricoltori

By Redazione

Cagliari – Riteniamo inaccettabile il comportamento del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale sul costo dell’acqua, siamo, infatti, venuti a conoscenza dell’avviso
indirizzato ai consorziati per la stagione irrigua 2008, che presenta una richiesta eccessiva non corrispondente alla realtà.

L’avviso fa riferimento alla delibera della Giunta regionale 16/19 del 18/03/2008, che contiene il tariffario delle utenze servite da Enas al fine della definizione del bilancio di previsione
per il 2008. Rileviamo così che il costo dell’acqua per i Consorzi di bonifica sino a 6 mila metri cubi va da 0,007 euro a 0,015 a metro cubo. Non riusciamo di conseguenza a capire come
si possa arrivare a fissare una tariffa di 290 euro a ettaro per gli agricoltori (per dotazioni idriche di 6000 metri cubi a ettaro). E’ quanto sottolineato dal presidente della Cia della
Sardegna Giorgio Piras.

Ma non finisce qui: quello che è ancora più incomprensibile è -ha evidenziato Piras- che, per poter accedere al servizio, gli agricoltori devono versare anticipatamente 110
euro a ettaro, come costo del servizio idrico pregresso. In definitiva, il costo dell’acqua per il 2008 arriverebbe a circa 400 euro ad ettaro.

Tenuto conto che la Confederazione non è, attualmente, ancora in possesso di documenti tecnici e politici che chiariscano che fine abbiano fatto le dotazioni finanziarie erogate dalla
Regione Sardegna e considerato che la Commissione agricoltura del Consiglio regionale aveva ritenuto non solo opportuno ma di vitale importanza bloccare le annualità pregresse fino
all’approvazione della legge sul riordino dei consorzi di bonifica, sembra che le istituzioni -ha sostenunto il presidente regionale- reputino il settore agricolo capace di sostenere costi
così elevati. Dubitiamo quasi che si utilizzi il bene acqua come arma di ricatto nei confronti del comparto.

Chiediamo -ha concluso Piras- con chi dobbiamo confrontarci, se non è servito a nulla il Consiglio regionale, così come non è servito l’impegno garantito in varie occasioni
dall’assessore competente e dallo stesso presidente della Giunta e, ancora meno, il parere della consulta fornito al Commissario straordinario. Ci domandiamo per quanto tempo ancora si pensa di
esercitare azioni vessatorie nei confronti degli agricoltori e allevatori sardi. La Cia è ancora in attesa di risposte esaustive.

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