Tvb, a Biella acqua buona da bere

Biella – TVB, «Ti voglio bere»: parte dall’Iti di Biella la sperimentazione che porterà a un uso più consapevole dell’acqua, lunedì prossimo
l’assessore provinciale all’ambiente Davide Bazzini presenterà ai ragazzi il progetto della Regione Piemonte che coinvolgerà man mano diverse scuole del territorio.

«Ti voglio bere» punta su un approccio interdisciplinare e sulla capacità di coinvolgere le amministrazioni locali, le Ato, i gestori del servizio idrico, oltre a scuole e
cittadini accomunati dalla volontà di risparmiare una risorsa sempre più preziosa come l’acqua di rubinetto.

Oltre agli studenti, e di riflesso, il progetto coinvolgerà le famiglie, dimostrando che l’acqua di rubinetto conviene rispetto a quella minerale imbottigliata: da un punto di vista
economico, ambientale e di salute.
Come? Intanto allargando la rete di scuole coinvolte e creando i cosiddetti «Water Management» opportunamente formati: un gruppo di lavoro interclasse in ciascuna scuola per la
gestione locale dell’iniziativa. E poi gli interventi tecnologici: i bagni degli istituti dotati di tecnologie per il risparmio idrico (aeratori e regolatori di flusso) e i distributori di
bottigliette sostituiti. Sarà creato anche un database sul monitoraggio dei consumi, curato dai «Water Manager» di ogni scuola, per avere un accesso diretto ai dati e ai
risultati, anche economici, ottenuti.

Al termine del progetto è previsto un convegno dove gli studenti dei «Water Management» presenteranno i risultati e gli approfondimenti realizzati, proponendo alle pubbliche
amministrazioni possibili strategie di risparmio idrico e di valorizzazione dell’acqua del rubinetto. Gli stessi ragazzi cureranno anche una campagna di comunicazione e sensibilizzazione,
progettando e realizzando un video o un manifesto pubblicitario sull’uso consapevole dell’acqua di rubinetto. I lavori saranno presentati durante il convegno finale e potranno diventare
strumenti di una vera e propria campagna di comunicazione e sensibilizzazione sull’acqua.

C’è una serie di regole da rispettare: ripensare i propri stili di vita, coinvolgere le future generazioni, valorizzare la qualità dell’acqua del rubinetto, ottenere risparmio
idrico e di energia, ridurre i rifiuti (l’acqua è lo sfuso per eccellenza), ridurre le emissioni di Co2 nel ciclo completo di una bottiglia di plastica in meno, ottenere un risparmio
economico per le famiglie e le amministrazioni evitando l’acquisto dell’acqua imbottigliata e riducendo i costi della bolletta idrica.

«L’acqua potabile – spiega Davide Bazzini – è un patrimonio naturale da mantenere intatto per le nuove generazioni ma non sempre utilizzato razionalmente: c’è uno
sfruttamento indiscriminato e uno spreco quotidiano che dobbiamo imparare a razionalizzare, perché una cattiva gestione delle risorse idriche del pianeta compromette gli equilibri
ecologici e la qualità della vita di tutti».
Perciò è fondamentale il gesto quotidiano del risparmio, del piccolo accorgimento che tutti possono mettere in atto per diffondere una nuova cultura dell’acqua, basata sul suo
rispetto e sull’utilizzo responsabile e solidale.
Una scelta apparentemente semplice come il bere l’acqua di rubinetto può avere grandi ripercussioni, soprattutto da un punto di vista ambientale. L’Italia è prima al mondo per
consumo pro capite di acqua confezionata: ogni anno si bevono più di 7 miliardi di bottiglie. Ogni bottiglia è lunga circa 30 centimetri: tutte in fila coprirebbero 50 volte la
circonferenza terrestre.

Rinunciando alle confezioni in bottiglia una famiglia può risparmiare fino a 260 euro all’anno. Valorizzare l’acqua potabile di alta qualità porta a ridurre l’impatto ambientale
dell’uso degli imballaggi in plastica (politica dei rifiuti) e garantisce un ritorno economico per le amministrazioni (riduzione all’origine dei rifiuti) e per le famiglie.
In Piemonte, secondo il Rapporto Rifiuti Apat, vengono prodotti oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti: 515 chilogrammi all’anno per ogni abitante. I rifiuti da imballaggi piemontesi,
indipendentemente dalla loro natura merceologica, ammontano a 699.983 tonnellate delle quali 119.763 sono plastici. L’immissione al consumo degli imballaggi (così come il loro recupero)
comporta un utilizzo energetico e la relativa emissione di Co2, a cui va aggiunto un notevole investimento economico. Dunque bere l’acqua del rubinetto è anche una «buona
pratica» concreta come risposta al problema dello smaltimento dei rifiuti.

Nel Biellese il progetto pilota coinvolge quest’anno l’Iti Quintino Sella nell’ambito del progetto «Agenda XXI sale in cattedra». È finanziato dalla Regione, coordinato a
livello regionale dal Centro Studi Ambientali di Torino e a livello provinciale da Lavinia Bozzalla del Centro di Educazione Ambientale. I partner, oltre alla Provincia, sono la Ato 2 e Cordar.
Dal prossimo anno lo stesso progetto verrà proposto anche a tutte le altre scuole biellesi.

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