Vacanze dei medici addio. L’ influenza suina non ammette orari ridotti

Vacanze dei medici addio. L’ influenza suina non ammette orari ridotti

In Inghilterra sempre più medici sono convinti che l’ intera categoria debba sospendere le ferie, al fine di contrastare meglio l’ influenza suina.

Va ricordato come la Direttiva sull’ orario di lavoro dell’ Unione Europea è entrata in vigore sabato 25, obbligando l’NHS (National Health Service, la sanità pubblica) ad
assicurarsi che nessun dottore lavori più di 48 ore a settimana.

Ma specialisti prestigiosi hanno richiesto di postporre tale provverdimento, avvertendo come la doppia pressione (la diffusione del virus H1N1 e la mancanza di personale attivo) possa
facilmente portare al collasso l’ intero sistema,

Sull’ argomento, ecco l’opinione del dottor John Black, presidente del Collegio Reale dei Chirurghi:”Alcune amministrazioni hanno già iniziato ad utilizzare medici delle agenzie di
collocamento per colmare i buchi di personale, ma le assenze per malattia e l’ aumento di necessità del NHS al picco della pandemia potrebbero lasciare lo Stato a terra.

Potremmo avere un periodo di 1,2 o 3 settimane di pandemia seria: se ciò accadrà, tutti lavorareranno il numero di ore necessarie per tenere in vita i pazienti.

Spero, se ciò dovesse verificarsi, che il governo non venga meno alle proprie responsabilità, affermando come la Direttiva sull’ orario di lavoro non sia applicabile ed in caso di
crisi possa essere sospesa.

Un’azione coraggiosa sarebbe farsi avanti ed, iniziato il picco epidemico, sospendere il litime di 48 ore per l’intero NHS.

Ma questo richiederebbe leadership politica e non mi aspetto che accada”.

In altre parole, quello che il dottor Black e buona parte dei colleghi auspicano è un azione del governo, che trasformi la rinuncia alla direttiva da qualcosa di individuale e volontario
a collettivo ed obbligatorio.

Tale convinzione è condivisa anche dal dottor John Heywort, presidente del Collegio di Medicina d’ urgenza, che spiega: “Ci sono tre mazzate che ci stanno arrivando addosso: la direttiva
Ue, la turnazione dei medici e l’ influenza suina.

Ed il risultato di tale impatto è sconosciuto”.

Sull’ argomento si è espresso anche il sistema sanitario nazionale.

Un portavoce del NHS ha dichiarato che “Il 97% del NHS aderisce alla direttiva.

Dottori, infermieri ed altro personale medico possono lavorare più a lungo quando necessario.

Durante le emergenze nazionali ci sono speciali permessi di flessibilità all’ interno dell’ ordinamento.

Le autorità sanitarie stanno lavorando per assicurare che l NHS sia in grado di soddisfare le necessità dei pazienti e che le ore di lavoro di tutto il personale medico siano
bilanciate nel tempo.

Le autorità stanno tenendo sotto controllo l’attuale esplosione dell’ epidemia”.

Ma tali dichiarazioni non convincono appieno Richard Marks, dirigente di Remedy UK, l’ associazione che rappresenta politicamente i medici novizi della Gran Bretagna.

Pur sottolineando come un’ aumento dell’ orario di lavoro dei medici sia un rischio, egli fa notare i problemi provocati dalla penuria di personale.

Marks afferma infatti: “Sempre più spesso, i dottori rimasti in servizio devono fare i conti con un crescente carico di lavoro.

Milioni di persone hanno dovuto rimanere in attesa ed accettare diagnosi e prescrizioni da personale non medico.

Allo stesso tempo, il governo sta riducendo la settimana lavorativa dei medici dell’ equivalente di un giorno di lavoro”.

Matteo Clerici

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