Influenza suina, trovato il paziente zero

Influenza suina, trovato il paziente zero

By Redazione

Nel gergo medico, il paziente zero è il primo paziente in cui viene individuata una determinata malattia.

Riguardo all’ influenza suina, il paziente zero è una bambina di 6 anni, ancora viva, residente a San Luis Potosi, nel Messico Centrale.

A dare la notizia, la dottoressa Celia Apulche, dell’ INDRE (Institute of Epidemiological Diagnosis and Reference) di Città del Messico.

In precedenza, gli epidemiologi avevano analizzato due possibili candidati, un bambino di 5 anni, residente vicino ad un’ allevamento di maiali del Messico orientale, ed una donna di Osaca, nel
sud-est.

Ora grazie alle nuove scoperte, è possibile tracciare una linea temporale dell’ influenza A più completa.

In febbraio, il paziente zero inizia a mostrare sintomi della malattia, ma sopravvive.

A marzo, le autorità messicane ammettono l’ esistenza di un qualche tipo di influenza.

Ad Aprile muore Maria Adela Gutierrez, considerata la prima vittima del virus H1N1.

La donna era un’ ispettrice del fisco 39enne di Osaca, il cui lavoro porta-a-porta la metteva in contatto con numerosi possibili malati. Ricoverata in ospedale l’ 8 Aprile, la Gutierrez
è deceduta 5 giorni dopo.

L’ autopsia ha riscontrato numerosi problemi respiratori, aggravati da diabete e diarrea.

L’ 11 giugno l’ Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara lo stato di pandemia.

Recentemente, un portavoce dell’ OMS ha dichiarato che “la diffusione del virus continua, 160 dei 193 membri dell’ OMS presentano casi di malattia. Siamo quasi al 100%”.

A livello globale, i morti per la nuova epidemia sono circa 800.

In Messico, stime attendibili parlano di 14,800 pazienti accertati e 138 decessi.

E la comunità scientifica è in disaccordo sul’ origine del virus.

I ricercatori hanno scoperto come il virus H1N1 sia circolato tra i maiali sottotraccia per anni.

Un’ esame del suo DNA ha rivelato come esso sia una miscela di altri virus, uno di questi esso stesso un “frullato” con sequenze di genoma umano, suino ed aviario.

Una squadra di studiosi composta da Andrew Rambaut dell’ Università di Edimburgo, Oliver Pybus

dell’ Università di Oxford e Yi Guan dell’ Università di Hong Kong, afferma che il virus sia nato grazie ai movimenti dei maiali tra l’ Eurasia ed il Nord America.

Il dottor Miguel Angel Lezana, direttore del CDC (Centre for Disease Control) messicano ritiene che il virus non sia mutato (diventando pericoloso) in Messico.

Per il dottor Lezana, il virus è arrivato “già pronto” dall’ Asia, passando per gli Stati Uniti.

Matteo Clerici

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