Unione Europea contro Isole Faroer, scoppia la guerra dell’aringa

Unione Europea contro Isole Faroer, scoppia la guerra dell’aringa

Per gli esperti è “Una controversia sulle modalità di sfruttamento degli stock ittici”. Per la gente comune, è semplicemente la guerra dell’aringa.

L’Unione Europea è ai ferri corti con le Isole Faroer: motivo del contendere, la gestione dei branchi del pesce in questione. All’inizio, la Commissione ha tentato un approccio
diplomatico, fatto di avvertimenti e lettere, a cui non è arrivata risposta. Per questo, si è deciso per un
approccio più deciso
: l’UE ha imposto il divieto di importare aringhe e sgombri prelevati dagli stock atlantico-scandinavi e catturati sotto il controllo delle Isole Faroer,
oltre ai prodotti della pesca contenenti queste specie o derivati. Inoltre, fatte salve emergenze, le navi delle isole non potranno attraccare nei porti del vecchio mondo.

Le mutate condizioni riflettono le variazioni degli equilibri. Fino al 2013, gli stock di aringhe nel Mare del Nord sono stati gestiti da Norvegia, Russia, Islanda, Isole Faroer: una
collaborazione tra Stati, basata sulla pesca sostenibile e su limiti precisi alle catture. Poi, le Isole sono uscite dalla collaborazione, concedendo alle proprie navi una questa di pesca
tripla rispetto a quella passata.

Da qui l’intervento dei politici di Bruxelles: prima la via diplomatica, poi l’azione più decisa.

Come spiega Maria Damanaki, commissaria UE alla pesca: “L’adozione di misure di questo tipo è sempre l’ultima ratio. Le Faroer avrebbero potuto porre fine alle loro pratiche di pesca
insostenibili, ma hanno deciso di non farlo. Ora nessuno può più ignorare che l’UE è determinata a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per proteggere la
sostenibilità a lungo termine delle risorse ittiche”.

Matteo Clerici

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