Truffe INPS: oltre al danno la beffa

Solo nell’ultima settimana ben 280 persone, tra datori di lavoro, consulenti e braccianti, sono state denunciate in provincia di Foggia e nel Casertano.

Ai datori di lavoro viene imputata, nella maggior parte dei casi, la somministrazione irregolare di manodopera o l’aver dichiarato rapporti di lavoro fittizi. Ma in cosa consiste la truffa?
Aziende o cooperative agricole esistenti solo sulla carta, senza terra o con falsi contratti di affitto di fondi agricoli, assumono personale per impiegarlo poi presso altre imprese. È
ciò che in altre situazioni non esiteremmo a chiamare ‘caporalato’.
L’Inps cerca giustamente di difendersi dai milioni di euro di danni che gli derivano da questo tipo di attività. La perplessità sta però nel leggere tra le misure adottate
dall’Inps e rese note in questi giorni, come «al fine di regolarizzare il rapporto di lavoro e poter riconoscere le relative giornate» spetti al lavoratore di produrre tutta la
documentazione idonea a provare l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa. Il lavoratore che intenda sanare la propria posizione dovrà infatti rilasciare un’apposita
dichiarazione relativa all’indicazione del datore di lavoro che ha concretamente utilizzato la prestazione, al fondo presso il quale tale prestazione di lavoro è stata svolta, alle
giornate di impiego e alla retribuzione percepita.

Prevedibile la reazione dei sindacati che hanno chiesto urgentemente di riprendere e concludere il confronto avviato già da tempo con l’Inps. Non si può pensare di scaricare tutta
la responsabilità sui lavoratori, negando loro qualsiasi diritto legato al rapporto di lavoro. Soprattutto in questi casi bisogna tenere in considerazione la particolarità del
lavoro agricolo, spiegano i sindacati, «contraddistinto da una forte e strutturale presenza del caporalato, cui va ascritta l’attività delle cooperative e delle aziende ‘senza
terra’, che spesso non consente ai lavoratori di conoscere l’impresa presso cui effettivamente lavorano.
Negare la validità del rapporto di lavoro ai dipendenti di cooperative senza terra che esercitano somministrazione di manodopera abusivamente non può quindi che essere bollato
come una decisione paradossale nonché assolutamente illegittima.

Laura Svaluto Moreolo

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