Torino: Il mondo… in una piazza

Torino: Il mondo… in una piazza

By Redazione

Porta Palazzo è il mercato all’aperto più grande d’Europa, ma, allo stesso tempo, è uno dei luoghi
in cui si avverte di più la multiculturalità della città di Torino. Facciamo un giro per scoprirne i segreti e le origini

Porta Palazzo è un posto in cui chiunque si può sentire a casa: è un luogo in cui diverse lingue e mille dialetti si mescolano al profumo del pane caldo, della frutta
appena colta, dei formaggi e dei fiori; è un posto pieno di tinte vivaci che vanno dal verde, al rosso screziato di giallo, all’arancione e al bianco; è un luogo in cui si
ritrovano tantissime genti, di tutte le razze e di tutte le età che vagano, come le biglie di un flipper, da una bancarella all’altra alla ricerca della merce migliore o dell’offerta
più bassa. È un meltin’ pot in cui si può trovare di tutto: ortaggi, frutta, latticini, bevande, abbigliamento e prodotti per la casa a prezzi modici: il sabato mattina,
nelle vicinanze, viene persino allestito il mercatino delle pulci, il famoso Balon, in cui si possono vendere e acquistare oggetti e abiti usati o vintage, per dirla alla radical-chic.

Pochi, forse, conoscono la storia di questo antico quartiere del capoluogo piemontese, crocevia di culture e centro nevralgico del commercio torinese, che è diventato il mercato
all’aperto più grande d’Europa con i suoi 1000 banchi mobili di prodotti ortofrutticoli.

Ci sono versioni contrastanti riguardo l’attribuzione del nome di questo luogo: esso trae origine da una delle porte di accesso a Torino ma, secondo alcuni, risalirebbe da porta San Michele,
varco che consentiva l’accesso a Piazza Palazzo di Città (antica Piazza delle Erbe) in cui si teneva un mercato, per altri il nome deriverebbe da quella che i Romani indicavano come
Porta Principalis Sinistra (Palatina).

Dopo secoli di lavori e riqualificazioni urbanistiche, con l’edificazione dell’omonima porta e con l’intervento dell’architetto Filippo Juvarra, la piazza prende il nome di Piazza Vittoria e
diventa il luogo in cui si possono ammirare le parate militari.

Dopo lo smantellamento delle mura che circondavano l’abitato, per volere di Napoleone, e con il ritorno dei Savoia sul trono, la zona è interessata da nuovi lavori: in particolare, nel
1819 assume la forma ottagonale che ha mantenuto fino ad oggi ma cambia il nome in Piazza Emanuele Filiberto di Savoia in onore del duca che sconfisse i francesi a San Quintino, nel 1557.
È in questi anni che Porta Palazzo diventa sempre più un luogo votato al commercio, tanto che vengono persino costruiti i due edifici per poter allestire il mercato coperto,
mentre, nel 1916, viene edificato il Mercato dell’Orologio.

Il nome attuale di Piazza della Repubblica è stato attribuito nel 1946, in seguito alla caduta del regime fascista.

Il dopoguerra è il periodo in cui si comincia a costruire l’identità di questo luogo come crogiolo di culture e lingue diverse, prima con l’immigrazione dal Sud Italia, poi con
quella degli extracomunitari, che hanno portato alla comparsa di contrasti fra i suoi abitanti, dovuti al sovraffollamento e all’intreccio di diverse etnie.

Sebbene vi siano diversi problemi di convivenza e di degrado, Porta Palazzo resta uno dei luoghi più particolari di Torino, perché conserva le molteplici influenze che qui sono
confluite nei secoli, perché è ricco di bellezze architettoniche come la galleria Umberto I e le porte romane e, soprattutto, perché, se hai nostalgia di casa e fai un giro
in questo luogo così pittoresco, ti sarà facile riconoscere le tue origini, a prescindere dal fatto che tu sia piemontese, siciliano, cinese o maghrebino.

Michela Benivegna
Newsfood.com

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD